CASTEL DEL MONTE

TROVARE UN CORRETTO EQUILIBRIO FRA MITO E STORIA

di Carlo Fornari

 

Castel del Monte ha subito il destino di tanti edifici importantissimi dell’antichità classica che sono studiati da storici, architetti, semplici osservatori, sulla base di presupposti e convincimenti assai diversi tra loro, a volte inconciliabili:

alcuni lo vedono "semplicemente" come un edificio magnifico, un capolavoro di stile, una comoda magione…

altri lo considerano un tempio di elevatissima spiritualità, un libro esoterico, la summa della conoscenza iniziatica…

Una cosa solo è chiara: una simile situazione rischia di generare incomprensione fra il pubblico più attento ed appassionato, può col tempo di imporre al fenomeno un pericoloso scadimento sotteso fra realtà e leggenda.

Certo Castel del Monte risente della personalità mitica, totalizzante di Federico II, le cui espressioni stimolano considerazioni spinte al limite dell’immaginario. Ma ciò non è sufficiente per giustificare completamente il fenomeno che può avere varie chiavi di lettura.

Come primo contributo verso un chiarimento, ci limiteremo a tracciare una rapida "mappa" delle interpretazioni.

Da un lato ci sono gli "storici di professione", che considerano Castel del Monte un edificio di ottima fattura, congeniale alla vita di Federico II che vedeva nella Puglia l’ambiente ideale per svolgere le funzioni di Stato e per dare sfogo alle sue passioni: la caccia, l’amore, la buona cucina… Solo per esemplificare, ci limitiamo ad alcuni fra gli scrittori maggiormente citati nelle più recenti bibliografie italiane. David Abulafia — noto per essere un dichiarato critico dell’imperatore — afferma semplicemente che Castel del Monte "…merita l’appellativo di casino di caccia" e ci offre "…la possibilità di ammirare i motivi classici del gusto architettonico e scultoreo di Federico". La rapida descrizione che segue si limita a considerazioni rigidamente stilistiche che citano lo Schirer secondo il quale "in Castel del Monte vediamo il culmine dell’arte federiciana, una costruzione gotica quasi borgognona, in cui gli elementi classici e antichi hanno un ruolo subordinato". Dal canto suo Ernt Kantorowicz — sempre propenso ad elogiare ove non addirittura a mitizzare Federico — non va più oltre quando porge una rapida descrizione architettonica del castello; e solo alla fine si limita ad un elogio di circostanza parlando di "…lusso squisito, di splendore dell’edificio […] estraneo al paesaggio desolato circostante, e che sortiva un effetto maggiore di quel che avrebbe avuto nella saracena e quasi africana Palermo". Evidentemente lo scrittore non ricorda che la zona del Tavoliere e delle Murge godeva nel XIII secolo di un aspetto assi diverso da quello attuale, ricca com’era di acqua e di vegetazione..

Dall’altro lato c’è una schiera di scrittori i quali affermano che Castel del Monte è stato ed è una costruzione ricca di riferimenti astrali e di significati simbolici che lo riconducono ad un’espressione della più eletta cultura medievale collegata alla tradizione esoterica dei Templari e delle sette iniziate ai Misteri d’Oriente. Fra essi è sufficiente citare due recenti scrittori: Aldo Tavolaro e Giuseppe Sciannamea. Ma certo l’elenco dovrebbe essere molto più lungo. Aldo Tavolaro parla di "…spazi […] scanditi dal Sole — mediante ombre reali e teoriche — all’ingresso dell’astro nei segni zodiacali" giungendo ad ipotizzare un parallelismo fra Castel del Monte e le tradizioni che accompagnano la storia del Santo Graal. Giuseppe Sciannamea riassume in un libro tutto quanto è possibile dire riguardo a simbologie, numeri perfetti, richiami astronomici, analogie con varie culture e monumenti… lasciando intendere al lettore che solo una profonda meditazione può consentire di penetrare nei misteri di un tempio sorto per lasciare ai posteri un messaggio di cultura universale.

 

Castel del Monte. la forma del portale, secondo l'interpretazione esoterica di Aldo Tavolaro, deriva dal pentagono stellato e dalla sua scomposizione secondo il numero d'oro, 1,618.

Un giudizio su Castel del Monte sarà dettato ancora per molti anni, e forse per sempre, da valutazioni ampiamente soggettive: circostanza questa che tutto sommato accentua il mistero per un capolavoro di bellezza senza provocare, fortunatamente, oscure "battaglie di religione".

Così, desidero lasciare il lettore libero di trarre le conclusioni che meglio crede, senza azzardare ipotesi che possono essere dettate o da un accesso di razionalità o da un eccesso di sentimento.

Voglio solo fornire un consiglio che mi deriva dall’esperienza. Chiunque si considera un appassionato del Medio Evo e della personalità di Federico II, prima di fornire giudizi o quanto meno di archiviare il problema con eccessiva disinvoltura si rechi a visitare bene Castel del Monte: bene significa con un’ottima guida, dopo aver letto la migliore letteratura al riguardo, con il tempo e la predisposizione che normalmente si dedica ai grandi monumenti dell’umanità.

Anch’io, dopo un’esperienza del genere, mi sono reso conto che quei muri secolari, eretti senza alcuna apparente ragione di funzionalità umana, in un luogo che è stato sempre lontano dalla mene delle cose terrene, miracolosamente sopravvissuto alle intemperie, alle guerre, alla furia distruttrice degli uomini… contiene un messaggio che ci avvicina alle migliori tradizioni esoteriche, alla spiritualità più profonda, al Dio di tutti gli uomini.

Copyright  ©2002 Carlo Fornari

Vedi anche: Castel del Monte

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