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Il mondo federiciano visto da Toti Calò

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Noi, si suole dire, viviamo una civiltà delle immagini. Televisione, cinema, rotocalchi e spesso una editoria raffinata ci propongono quotidianamente tante figure e simboli quanti un nostro sia pur vicino antenato non ha visto in tutta la sua vita. E il motivo è evidente: le immagini costituiscono un linguaggio, universale e sintetico, comprensibile per una larghissima fascia di utenti, appartengano essi ai più diversi livelli culturali e parlanti anche lingue diverse. Per il fruitore, poi, la comprensione di esse è immediata e spesso ricca e completa quanto uno scritto (in qualche caso anche di più) ed è questo il motivo per cui se c’è un’abbondanza di offerta, ce ne è anche una intensa ricerca. Sembrerà strano, ma spesso qualcuno acquista un libro perché ha una bella copertina, altri invece, anche se non lo confessano, guardano con sospetto a quelli che non hanno figure. Insomma noi cerchiamo le immagini poiché ci consentono di capire, spesso senza impegnarci come una lettura,  anzi indulgendo alla nostra pigrizia. Grazie ad esse con un solo sguardo ci rendiamo conto di un’atmosfera, di un rapporto, di relazioni la cui descrizione occuperebbe molte righe e magari senza rendere la realtà con pari efficacia. La drammaticità di un tramonto, il senso di smarrimento di fronte ad un mare senza confini, la grandiosità della montagna, la dolcezza di certi paesaggi, tutti con le ampie implicazioni che il nostro animo vi riconosce, possono essere resi solo con la fotografia. La tecnica, per ottenere il risultato, spesso non è facile e deve sommarsi alla capacità di "vedere" e di isolare il soggetto nello spazio e nel tempo, al saper scegliere il punto di vista e perfino l’orario più adatto. Nelle immagini che vi proponiamo questi traguardi sono stati raggiunti e di tanto va fatto merito al bravo Toti Calò nato a Lecce nel 1961, città dove vive e dirige l'agenzia di servizi editoriali e foto-informatici "Horizon Prepress"; laboratorista geotecnico, preferisce oggi orientare il suo impegno verso un indirizzo di studi storico filosofici, che costituiscono la base dei suoi lavori editoriali, anche come autore; ha pubblicato in Europa e negli Stati Uniti, e nel tema del linguaggio fotografico ha tenuto e tiene conferenze e seminari con enti quali Università, Licei Artistici, Accademia di Belle Arti; il suo ultimo lavoro è "Pietre - Architetture megalitiche di Puglia", il censimento del patrimonio megalitico pugliese, pubblicato per le Edizioni del Grifo.

 

Contatto: tical@grafichehorizon.it

Sito: http://www.thgpictures.com/

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