Il Vulture

di Alberto Gentile

L’antica Apulia, andava ben oltre gli attuali confini della Puglia, infatti, inglobava anche il territorio del Vulture. Il Volture fu dominato dai Bizantini poi dai Normanni e successivamente dagli Svevi. Federico II frequentò spesso queste terre, specie Melfi e Lagopesole, luoghi adatti alla caccia, freschi nei periodi estivi e facilmente raggiungibile da Foggia.

Melfi

Melfi ha conservato un aspetto medievale, con il castello e la cerchia muraria, la bellissima Cattedrale Normanna e la maestosa torre campanaria con decorazioni arabegianti in pietra. Il castello di Melfi, originariamente caposaldo normanno fu eretto da Ruggero figlio di Tancredi, fu rimaneggiato e ingrandito da Federico II con i criteri geometrici tipici delle sue opere, ha una doppia cinta muraria; al sovrano svevo si deve l’edificazione della torre dell’imperatore.

Castello di Melfi (PZ).

Il castello fu successivamente ampliato dagli Angioini e dagli Aragonesi. A seguito di secolari stratificazioni appare come un'imponente fortezza bastionata e turrita. 

In questi luoghi furono promulgate le Costituzioni Melfitane. Inoltre il castello è stato teatro di alcuni avvenimenti importanti nella vita dell’imperatore: l’incontro con Bianca Lancia nel 1232; il sequestro di due cardinali e numerosi vescovi francesi e tedeschi, diretti al Concilio di Roma per ratificare la condanna papale nei suoi confronti nel 1241. Il castello ospita oggi il Museo Nazionale del Melfese, nel quale è conservato, tra i vari reperti archeologici rinvenuti nel territorio, il Sarcofago di Rapolla, testimonianza dell’arte di scuola asiatica del II secolo d.C.

 

 

Lagopesole

Lagopesole è l’altro luogo lucano amato dall’Imperatore; qui costruì tra il 1242 ed il 1250, può essere considerato il suo ultimo impegno costruttivo. Il Castello è composto da una parte prettamente residenziale ed una militare (alcuni studiosi ritengono che questa parte ci fosse già in epoca normanna), ha nell’insieme una forma rettangolare allungata con torri quadrate agli spigoli, più un torrione interno, il donjon, e due ai lati dell’ingresso.

Il castello di Lagopesole (PZ), veduta aerea.

Il Castello è posto in un territorio di grande importanza strategica per quell’epoca: la struttura imponente rispetto alle altre residenze, fa pensare che esso fosse stato concepito come un luogo organizzato per ospitare l’Imperatore per lunghi periodi, e quindi tale da soddisfare le esigenze di sosta e di soggiorno della corte. Sicuramente è stata utilizzata come residenza di caccia e prevalentemente nei periodi caldi (ciò è avvalorato dal fatto che si trova ad ottocento metri d'altitudine). Negli ultimi anni il complesso è stato restaurato e adibito a museo con sale per conferenze.

Palazzo San Gervasio (PZ)

Del castello di Palazzo San Gervasio, tradizionalmente attribuito a Drogone d’Altavilla e restaurato sotto Federico II, che lo trasformò in residenza di caccia e centro di allevamento dei cavalli della razza imperiale, non resta quasi nulla ai nostri occhi. L’antica struttura può essere individuata nei resti di uno dei due torrioni inglobato sul lato destro dell’edificio attuale. Il castello costituì una delle dimore preferite dal figlio Manfredi.

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