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Individuazione del soggetto
in un'opera di Duilio Cambellotti:
la Nascita di Federico II
di
Mauro
Masullo
Nell’atrio della Casina
delle Civette in Villa Torlonia in Roma si trova esposto un cartone,
proveniente dalla Collezione Cambellotti; tale opera fu prodotta da Duilio
Cambellotti intorno al 1911/1912 ed esposta alla Prima Mostra della Vetrata
in Roma nel 1912.
Il cartone
rappresenta un gruppo di guerrieri armati di lance, scudi ed armature e al
cui centro è presente la figura di un bimbo nudo tra le braccia del
guerriero centrale.
Il 1° aprile
2007 mi sono recato in compagnia dei partecipanti ad un Convegno dell’AIAPP
in visita a Villa Torlonia con la guida della dott.ssa Catia Gioia, della
dott.ssa Anna Maria Batti e dello storico dell’arte spagnolo Gonzalo Luzzo.
Osservazione dell’opera

Le foglie
ingiallite, presenti nel cartone, ci danno la dimensione temporale del
soggetto e, visto il loro colore e la loro diversa morfologia, riconducono
all’inizio dell’inverno.
Il bambino
viene rappresentato come se fosse Gesù Bambino, che viene presentato
all’umanità.
La tipologia
delle armature ci riconduce all’epoca medioevale con una forte similitudine
all’armatura dei guerrieri del nord europa.
Lo scudo in
primo piano presenta una simbologia raffigurante tre fiamme e sulla destra
sono presenti degli artigli di animale.
Individuazione del titolo
Il titolo
dell’opera, che viene individuato attraverso l’osservazione ed i riferimenti
storici, è “La nascita di Federico II di Svevia”.
A tale
considerazione sono arrivato attraverso queste osservazioni:
stagione di
riferimento – è da considerare il colore delle foglie che è tipico
dell’inizio dell’inverno e facilmente individuabile nel periodo natalizio
(Federico II è nato il 26 dicembre da Enrico VI e Costanza d’Altavilla)
personaggi dell’opera
– i guerrieri hanno una connotazione che facilmente riconduce al periodo
delle Crociate che non poco hanno segnato la figura dell’Imperatore
rappresentazione del
bambino – Papa Gregorio IX lo definì l’ ”Anticristo” e per tale motivo è
raffigurato come il Bambin Gesù; tale appellativo derivò anche in virtù di
una leggenda medievale che sosteneva che l'Anticristo sarebbe nato
dall'unione fra una vecchia monaca e un frate. Infatti, Enrico VI era un
uomo molto religioso e in gioventù aveva pensato di intraprendere una
carriera monacale e Costanza d'Altavilla aveva 40 anni quando partorì
Federico e, prima del matrimonio, contratto all'età di 32 anni, aveva
vissuto in un convento. Data l'età avanzata, molti non credevano alla
gravidanza di Costanza. Per questo motivo fu allestito un baldacchino al
centro della piazza di Jesi, dove Costanza partorì pubblicamente, al fine di
fugare ogni dubbio sulla nascita del futuro Imperatore
scudo in primo piano
– la simbologia presente sullo scudo raffigura tre fiamme e tale simbolo
è riportato sullo stemma della Città divenuta “regalis sedes inclita
imperialis” e cioè Foggia, sede dell’Impero Federiciano (Federico II fu
chiamato ai suoi tempi Stupor Mundi e Puer Apuliae)
artigli presenti
nell’opera – La Casa di Svevia (Hohenstaufen) portava uno scudo
d'oro, a tre leoni passanti di nero, posti l'uno sull'altro, alias
d'argento, a tre leoni passanti di rosso, posti l'uno sull'altro. Alcuni
riportano un'ulteriore variante: "d'oro, a tre leoni di rosso, passanti
l'uno sull'altro". L'arme con i tre leoni passanti viene ritenuta quella
più antica.
(stemma
dell’arme sveva)
link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Duilio_Cambellotti
Roma,03/04/07
Copyright ©2007 Mauro Masullo
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