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L’istituzione
dell’Ordine
Su iniziativa
di Ugo di Payns tra il 1118 ed il 1120 fu istituito un altro Ordine
Cavalleresco che fu ben accolto dal re di Gerusalemme Baldovino
II, il quale li collocò presso la moschea di al-Aqsa, sulla
spianata del Tempio di Salomone. Da qui il nuovo Ordine prenderà
il nome di "Milizia dei Poveri Cavalieri di Cristo e del
Tempio di Salomone", successivamente abbreviato in Ordine
del Tempio o Ordine dei Templari. Si tramanda che inizialmente
era composto da un gruppo di nove cavalieri francesi, i quali
fecero voto di povertà, castità e obbedienza e giurarono di
proteggere la Terrasanta.
Guillaume
de Tyr, vissuto nella seconda metà del XII secolo, scrisse che
la funzione fondamentale dei Templari era quella di presidiare
le strade percorse dai pellegrini, proteggendoli, se necessario,
anche con l’uso delle armi sulle strade poco sicure che andavano
dai porti di attracco a Gerusalemme e al Giordano. Per adempire
a tale compito, sicuramente il nucleo iniziale di nove uomini
dovette cresce arruolando nuove reclute. In realtà l'Ordine
ben presto sarà costretto a partecipare ai combattimenti per
difendere gli Stati Latini formatisi dopo il 1099 (Edessa, Antiochia,
Tripoli ed il Regno di Gerusalemme).
Due Templari.
Quindi
questi uomini che entravano a far parte dell’Ordine del Tempio
pur avendo fatto voto di povertà, castità e obbedienza dopo
poco si trovano a combattere e a uccidere il nemico infedele.
Il Cristianesimo,
religione eminentemente pacifista, ad un certo punto si trovò
ad dover affrontare il problema della guerra. Tutto ciò può
essere compreso ricordando che Isidoro di Siria e prima Sant’Agostino
definirono il concetto di “guerra” compatibile con il cristianesimo.
In pratica è giusta una guerra decisa da una autorità legittima
che abbia lo scopo di difendere da un aggressore, o di recuperare
un bene di cui questo si sia appropriato. A questo punto la
Crociata era una guerra giusta perché era giusto riprendersi
Gerusalemme. A questo punto coloro che avessero condotto questa
“guerra giusta” avrebbero costituito la milizia di Cristo.
Poiché
la crociata aveva come scopo la presa di Gerusalemme e la difesa
dei luoghi Santi, l’istituzione dell’Ordine dei Templari e degli
altri Ordini religiosi-militari che avevano lo stesso scopo
era cosa giusta.
Il
concilio di Troyes
Non tutti
erano convinti della legittimità di tali principi. Anche all’interno
dell’Ordine qualcuno manifestava qualche perplessità.
Ed è forse
per trovare una legittimazione alla sua iniziativa che Ugo di
Payns si recò in occidente, così nel gennaio del 1129 (secondo alcuni nel 1128) al concilio convocato
a Troyes nella Champagne, venne approvato l’Ordine Templare.
Tra i Conciliari c’era Bernardo
abate di Clairvaux (1090 -1153, canonizzato nel 1174),
uno dei Padri del monachesimo cistercense e tra le più alte
personalità spirituali dell’epoca, il quale su richiesta dei
Templari redasse la Regola di questo nuovo Ordine (Liber
de laude nove militiate). In tal modo il futuro San Bernardo
divenne il patrono e protettore ufficiale dei Cavalieri Templari.
Ai Templari venne conferito uno status internazionale come Ordine
Sovrano e il loro quartier generale a Gerusalemme divenne la
sede del governo
dell’Ordine.
La Chiesa riconobbe i Cavalieri come ordine religioso e Ugo
di
Payns
divenne il primo Gran Maestro. In segno di particolare distinzione,
i Cavalieri del Tempio vennero
classificati
come Monaci-Guerrieri col diritto di indossare i bianchi mantelli
della purezza e con l'obbligo di farsi crescere la barba per
distinguersi dalle confraternite minori.
Dopo il
concilio di Troyes, Ugo di Payns provvide a realizzare in Occidente
le basi per una rete di case templari utili a fornire ai confratelli
presenti in Oriente tutto ciò che era loro necessario per portare
a temine la loro missione.
Monaci-Guerrieri
Il
primo Gran Maestro tornò a Gerusalemme con un centinaio di nuovi
cavalieri che vanno ad infoltire le guarnigioni Templari.
Nell’ambito
dei combattimenti per la difesa degli Stati Latini i cavalieri
diventano i combattenti per eccellenza e i Templari si mettono
in particolare evidenza divenendolo quasi a tempo pieno. La
loro Regola contiene riferimenti precisi circa la disciplina
da osservare in convento, sul campo di battaglia e durante gli
spostamenti. Inoltre contiene, nella seconda parte, i Retraits
o Capoversi, precise indicazioni sul regolamento militare.
Templari ,
illustrazione ottocentesca.
L’Ordine
del Tempio arriva, ben presto, a poter mobilitare in Oriente
un corpo di cinquecento cavalieri. Tutti abili nel maneggiare
la spada, la lancia e lo scudo, ben protetti da una cotta di
maglia metallica, da un armatura e dall’elmo, i cavalieri degli
Ordini presenti in Terrasanta hanno un grande rispetto da parte
degli avversari mussulmani. Agli ordini di un Maresciallo, assistiti
da valletti e palafrenieri, combattevano in uno squadrone chiamato
“eccelle”. Pur restando il principale compito dei Templari quello
di difendere pellegrini e quant’altro fosse da proteggere, spesso
essi presero parte a vere e proprie operazioni di commando contro
forze musulmane. I cavalieri del Tempio, insieme agli altri
Ordini presenti in Terrasanta (Ospitalieri di San Giovanni e Teutonici) furono agli ordini di vari sovrani occidentali
che si recarono li per combattere le varie crociate. Tra questi
Riccardo Cuor di Leone. Spesso è stata evidenziata dai cronisti
dell’epoca la disciplina e la coesione dei Templari e dei cavalieri
degli altri Ordini. A tale proposito il vescovo di Acri, Giacomo
de Vitry, affermò “è il dovere d’obbedienza che ha abituato
i fratelli degli Ordini a rispettare la disciplina militare”.
Un altro aspetto importante da rilevare è la solidarietà oltre
che tra cavalieri anche tra cavalieri e fanti, elemento quest’ultimo
non sempre rilevato in Occidente.
L’Ordine
del Tempio cresce
L’Ordine
del Tempio, come gli altri ordini presenti in Oriente, reperiva
in Occidente le risorse materiali ed umane utili a sostenere
le attività in Terrasanta. Al pari degli ordini monastici ricevettero
sotto forma di elemosina e donazioni terre, chiese e rendite
affluite da tutta l’Europa. A vantaggio dei Templari molto giocò
la protezione di San Bernardo che si era impegnato nella lotta
contro lo scisma di Anacleto, sostenendo il papa legittimo Innocenzo
II al concilio di Pisa nel 1135. Di lì a poco Bernardo convinse
il pontefice che era importante sostenere un Ordine come quello
dei Templari ed in poco tempo le donazioni si moltiplicarono.
Nel 1139, papa Innocenzo II, con la bolla Omne datum optimum
esentò i Cavalieri da ogni obbligo verso qualsiasi autorità
internazionale eccetto la sua. Così l'unico superiore dell'Ordine
era il papa. Nel 1146, i Templari ottennero dal papa Eugenio
III il permesso di fregiarsi della croce di sangue convenutale.

Il
capitolo generale dei Templari tenutosi a Parigi 1147
In poco
tempo l’Ordine si trovò ad avere insediamenti ovunque, divisi
in Commende e a loro volta organizzate in Balìe e poi in Province:
in Francia, nella Penisola Iberica, nei Paesi Bassi, nelle isole
Britanniche, in Germania in Croazia fino all’Ungheria. In Italia
ebbe la domus a Piacenza, a Milano, ad Alberga, a Treviso
e a Roma. Nel Regno di Sicilia a Trani, a Bari, a Brindisi,
a Barletta e anche in Capitanata ove nell’inventario dei beni
sequestrati da Federico II nel 1229 all’Ordine risultarono ben
37 case.
Non sempre
trattavasi di fortezze, spesso le domus dei Templari si trovavano
in mezzo ad un insediamento di tipo feudale. Il commendatario
dei Templari riscuoteva dai contadini canoni, pedaggi ed imposte.
Buona parte di quanto veniva incamerato da questi possedimenti
veniva inviato in Terrasanta. I Templari stanziali in Occidente
si rivelarono abili amministratori, attenti a trarre dai beni
gestiti il massimo dei profitti. Per l’abilità da loro dimostrata
nell’amministrare il denaro e per i consistenti trasferimenti
di fondi che effettuarono tra Oriente ed Occidente furono considerati
da molti come dei veri banchieri. Spesso ai Templari furono
affidati dei fondi perché le loro case erano sicure, e per questo
si dava loro fiducia. Tutto ciò spiega il ruolo svolto in questo
campo. In seguito alla perdita di Gerusalemme nel 1187 il loro
quartier generale fu trasferito ad Acri, dove avevano una sede
nei pressi del mare. Dal 1291 fino alla loro soppressione che
avvenne nel 1312, si stabilirono a Cipro. Nella Regola
oltre a numerose norme disciplinari era stabilito l’organigramma
dell’Ordine. A capo dell’Ordine c’era un Gran Maestro che era
coadiuvato da un Consiglio e da un
certo
numero di dignitari, tra cui il Siniscalco, che faceva le veci
del Gran Maestro ed il Maresciallo che fungeva da Capo di Stato
Maggiore e dal quale dipendeva la cavalleria. Dal XIII secolo
fu istituita la figura dell’Ispettore che rappresentava il Gran
Maestro in Occidente. Le commende erano gestite da un Commendatario
e le province da un Maestro.
I Templari
disponevano di diversi Sigilli; il Gran Maestro, secondo la
Regola, disponeva della “bolla” che sul recto riproduceva la
Cupola della Roccia (il Templum Domini dei Latini) e sul verso
due cavalieri. Quando fu istituita la figura dell’ispettore
generale, il Gran Maestro tenne per sé come sigillo la Cupola
della Roccia e l’Ispettore prese la parte con i due cavalieri.
I Maestri delle province e i Commendatari disponevano di altri
sigilli. L’Ispettore dell’Ordine viaggiava molto ed è per questo
che il suo sigillo si diffuse in tutta Europa. Esso rappresentava
due cavalieri sullo stesso cavallo. Sono state date diverse
interpretazioni del simbolismo di tale immagine. Per alcuni
rappresentava la povertà dell’Ordine; per altri, la solidarietà
tra i suoi membri e comunque un segno di umiltà.
Sigillo
del Gran Maestro Templare con la cupola,
“bolla”.
Sigillo
dell'ispettore Templare con due cavalieri.
I
rapporti con Federico II
Federico
II, imperatore del Sacro Romano impero e re di Sicilia, non
ebbe alcuna prevenzione nei confronti dei Templari e degli Ospitalieri,
anche se tese sempre a favorire l’Ordine Teutonico. Tra il 1228
ed il 1229 i castelli e fortificazioni militari del regno di
Sicilia erano stati posti sotto la sorveglianza di due “maestri
e provveditori dei castelli imperiali” che erano un Templare
ed un Ospitaliero. Ciò può aver dato origine alla leggenda relativa
ad un impegno dei Templari nella costruzione di Castel del Monte.
Ma la circostanza è decisamente improbabile perché i rapporti
tra l’imperatore e gli Ordini non furono mai idilliaci, visto
che i Templari non vennero mai meno, anche nei momenti più confusi,
alla loro fedeltà nei confronti dell’autorità papale. Pertanto
le relazioni tra Federico II e gli Ordini furono subordinate
a questo dato costante ed il loro irregolare andamento va visto
in relazione con le oscillanti relazioni tra Papato ed Impero.
Sembra che già nel 1226 lo Svevo avesse confiscato i beni dei
Templari e degli Ospitalieri. Quando Federico II si recò in
Terrasanta da scomunicato per la crociata tra il 1227 ed il
1228, Templari ed Ospitalieri obbedendo al pontefice mantennero
le distanze da lui.
Nel periodo
che va dal 1229 al 1231 i templari subirono confische e persecuzioni;
e anche dopo la riconciliazione tra papato ed impero, non ci
furono le previste restituzioni dei beni agli Ordini. Anche
se col tempo migliorarono i rapporti con gli Ospitalieri, rimasero
tesi i rapporti con i Templari. Solo nel suo testamento Federico
II dispose la restituzione dei beni confiscati dalla sua amministrazione
all’Ordine del Tempio. Sicuramente dalle “Costituzioni Melfitane”
del 1231 in poi i provveditori del sistema castellare del regno
di Sicilia non furono più reclutati tra i membri degli ordini
cavallereschi.
Da tutto
ciò emerge che è estremamente improbabile che il castello ottagonale
di Andria abbia visto in qualche modo impegnati i Templari nella
sua costruzione.
Buoni
rapporti si stabilirono nuovamente con Manfredi al punto che
i Templari si rifiutarono di appoggiare il pontefice romano
nella sua lotta contro il figlio di Federico II.
La
fine dell’Ordine del Tempio
Alla
fine del Duecento (1291), a seguito della perdita di quello
che restava del Regno di Gerusalemme per mano degli eserciti
musulmani, iniziò il declino degli Ordini militari di Terrasanta.
Gli Ospitalieri si trasferirono a Rodi e i Templari a Cipro.
In questo periodo in Europa molti iniziarono ad interrogarsi
sulla effettiva validità delle Crociate e sui motivi della disfatta,
accusando gli Ordini Militari di non aver saputo difendere la
Terrasanta. Altri pensarono all’opportunità di fondere Ospitalieri
e Templari, ma quest’ultimi si opposero.
A nulla
servì il ricordo dell’estremo sacrificio dei Templari che, guidati
dal Gran Maestro Guglielmo di Beaujeu, ad Acri nel 1291 difesero
strenuamente l’estremo baluardo crociato in Oriente.
In questo
clima che vedeva vacillare il potere dei Templari, alcuni sovrani
europei avviarono ostilità nei confronti dell’autorità papale,
mirando a stabilire la propria sovranità. Il conflitto interessò
particolarmente il re di Francia Filippo IV il Bello e papa
Bonifacio VIII.
Filippo
il Bello, servendosi dell’abilità di un funzionario di corte,
Guglielmo di Nogaret, preparò un atto d’accusa contro Bonifacio
VIII, che nel 1303 culminò nell’offesa di Anagni, con il tentativo
di arresto.
Durante
il periodo del contrasto tra Bonifacio VIII e Filippo IV molte
delle sedi dell’Ordine Templare di Francia si schierarono con
il sovrano, ma non fu così dappertutto.
Giacomo
de Molay, Gran Maestro dal 1293, si oppose ad un prestito di
400.000 fiorini d’oro che il Tesoriere del Tempio della capitale
francese aveva concesso a re Filippo. Inoltre i Cavalieri del
Tempio custodivano nei loro forzieri il tesoro del re di Francia.
Su queste
premesse il re Filippo iniziò una campagna contro i Templari,
prendendo come buone le confessioni di un avventuriero, tale
Essquieu de Floyran, che comincio a diffondere notizie infamanti
sui fratres.
Sarà Nogaret,
basandosi sulle accuse che Essquieu de Floyran andava diffondendo
contro l’Ordine, a preparare un vero e proprio dossier (1305).
|

Il
re di Francia Filippo IV il Bello
|

Papa
Clemente V |

Giacomo
de Molay.
|
Sull’Ordine
del Tempio presero a circolare notizie altamente calunniose.
In particolare i Templari furono accusati di convivenza con
i Saraceni, di simpatie per questa o quella setta eretica, di
intemperanze di vario genere, di peccati carnali e soprattutto
di sodomia. Per la verità quella delle pratiche sessuali contro
natura erano diffuse nei confronti di un pò tutti gli ordini
religiosi, non è da escludere che alla base di queste accuse
ci fossero degli episodi reali.
Inoltre,
si asserì che i membri dell’Ordine venivano indotti a rinnegare
il Cristo e a sputare sulla croce, in vario modo vilipesa nel
corso delle cerimonie. I Templari avrebbero adorato, secondo
queste accuse, idoli, gatti e teste. In particolare avrebbero
adorato una testa talismano forse appartenuta ad un sultano
e successivamente presa in custodia dai Templari che segretamente
si sarebbero convertiti all’Islam. La testa veniva chiamata
Baphomet.
In un
primo momento papa Clemente V e gli altri sovrani europei non
diedero importanza a queste voci, ma Filippo il Bello, che doveva
del denaro a Tempio e che aveva intenzione di mettere la Chiesa
di Francia sotto il suo controllo screditando chi era fedele
al papa, colse l’occasione per attaccare i Templari. Di lì a
poco il sovrano iniziò a perseguitare i fratres del Tempio.
Nell’estate del 1307 il papa, per valutare la possibilità di
effettuare una nuova crociata sollecitata dal Carlo di Valois,
fratello del re di Francia, convocò presso la sua residenza,
il Gran Maestro degli Ospitalieri Folco di Villaret e Giacomo
de Molay Gran Maestro dei Templari.
Quest’ultimo
indignato per le calunnie diffuse sul suo Ordine chiese al pontefice
di aprire un’inchiesta. Il sovrano francese, temendone l’insabbiamento,
decise di imprigionare i Templari. Così nell’ottobre del 1307
ne furono arrestati a Parigi 138, tra cui anche Giacomo de Molay.
Pare
che essi, sotto tortura, confessassero alcuni dei crimini imputatigli.
Il pontefice per riprendere in mano la situazione ordinò l’arresto
di tutti i Templari, molti sovrani ubbidirono.
Nell’agosto
del 1308, con la bolla papale Facians misericordiam,
si dette l’avvio ad un processo inquisitorio per eresia.
Solo in
Francia, dove venne largamente usata la pratica della tortura,
e nei Paesi che erano sotto la sua influenza molti dei Templari
arrestati confessarono. Ciò non avvenne in altri Paesi. Nel
1310 un buon numero di Templari ritrattarono le proprie confessioni
difendendo l’Ordine, ma Filippo il Bello reagì violentemente
ed il 10 maggio dello stesso anno ne fece ardere vivi 54.
Non in
tutta l’Europa andò così; in qualche Paese furono semplicemente
imprigionati, in altri i fratres posero resistenza ed in altri
ancora non ebbero alcuna noia come in Germania ed in alcuni
stati Spagnoli.
Il 16
ottobre del 1311 fu indetto, a Vienna, un concilio ecumenico
per decidere la sorte dell’Ordine. Non essendo i capi d’accusa
molto convincenti buona parte dei Padri conciliari non se la
sentì di condannarli. Ma il cagionevole Clemente V, sotto la
pressione di Filippo IV, il 22 marzo del 1312, con la bolla
Vox in excelsio decretò la soppressione dell’Ordine.
I suoi beni furono sequestrati e trasferiti agli Ospitalieri.
A Parigi
erano ancora imprigionati gli alti dignitari dell’Ordine. Tra
essi, Giacomo de Molay, il quale si rimise alla giudizio del
papa. Nel 1314 il pontefice notificò, per mezzo di tre cardinali,
a de Molay una sentenza di carcere a vita. Il Gran Maestro sentendosi
tradito, in un impeto di orgoglio, ritrattò tutto quanto aveva
ammesso in precedenza e difese l’Ordine da ogni accusa. Anche
il precettore di Normandia Geoffoy de Charnaey fece stesso.
Così la sera dello stesso giorno, il 18 marzo del 1314, de Molay
e de Charnaey finirono sul rogo.
|
I
Templari che ritrattarono le confessioni estorte messi
al rogo
|
De
Molay prima di essere giustiziato |
Non è
da escludere che nell’Ordine del Tempio possano esserci state
infiltrazioni ereticali, come ce ne erano in altri Ordini religiosi,
ma bisogna ricordare che gli interrogatori furono condotti in
condizioni d’intimidazione e spesso sotto tortura.
Dopo la
soppressione dell’Ordine del Tempio i loro beni, in gran parte,
furono incamerati dagli Ospitalieri. I Templari superstiti per
la maggior parte si riconciliarono con la Chiesa, e in parte
si unirono agli Ospitalieri. Altri passarono alla vita laicale.
Nel regno di Aragona si stabilì che i beni del Tempio passassero
al nuovo Ordine Montesa, in Portogallo al nuovo Ordine del Cristo
e nell’uno e nell’altro Ordine confluirono ex
Templari:
gli unici a poter essere storicamente considerati eredi dell’Ordine
del Tempio. Tutte le altre voci non sono che leggende.
Mi piace
terminare citando quanto Alain Demurger, docente di storia medievale
presso l’Università di Parigi I, scrisse iniziando un suo saggio
dedicato ai Templari: “L’Ordine del Tempio non è né una società
segreta, né una setta esoterica; è, se così posso dire, un oggetto
storico ben identificato, se non proprio ben conosciuto.”
|
I Gran Maestri dalla Fondazione dell’Ordine |
|
Ugo
di Payns |
1119 |
1136 |
|
Roberto
di Craon |
1136 |
1149 |
|
Everardo
des Barres |
1149 |
1152 |
|
Bernardo
di Trémelay |
1152 |
1153 |
|
Andrea
di Montbard |
1153 |
1156 |
|
Bertrando
di Blanquefort |
1156 |
1169 |
|
Filippo
di Nablus |
1169 |
1171 |
|
Oddone
di Saint-Amand |
1171 |
1179 |
|
Arnaldo
di Toroga |
1180 |
1184 |
|
Gerardo
di Ridfort |
1185 |
1189 |
|
Roberto
di Sablé |
1191 |
1193 |
|
Gilberto
Erail |
1194 |
1200 |
|
Filippo
di Le Plezzies |
1201 |
1209 |
|
Guglielmo
di Chartres |
1210 |
1219 |
|
Pietro
di Montaigu |
1219 |
1232 |
|
Armando
di Périgord |
1232 |
1244 |
|
Guglielmo
di Sonnac |
1245 |
1250 |
|
Rinaldo
di Vichiers |
1250 |
1256 |
|
Tommaso
Berard |
1256 |
1273 |
|
Guglielmo
di Beaujeau |
1273 |
1291 |
|
Tibaldo
Gaudin |
1291 |
1293 |
|
Giacomo
di Molay |
1292 |
1314 |
|
Ugo di Payns, il
primo Gran Maestro dei Templari, era cugino e vassallo
del conte di Champagne. Il suo comandante in seconda
era il cavaliere fiammingo Goffredo Saint Omer e un
altro dei primi Templari fu Andrea de Montbard, parente
del conte di Borgogna.
Il concilio di Troyes
- Guillaume de Tyr, cronista del XII secolo, scrisse
che l’Ordine del Tempio ricevette la sua Regola, nove
anni dopo la sua fondazione, nel corso del concilio
di Troyes. Questo avrebbe avuto inizio il 13 gennaio
del 1128, quindi la fondazione dell’Ordine risalirebbe
al 1119. Nel 1988 lo storico Rudolf Heistand, in un
suo articolo propose alcune variazioni sulla cronologia
della fondazione dell’Ordine. Partendo dal fatto che
il cardinale Matteo d’Albano, legato pontificio, presente
al concilio di Troyes, era in Sicilia nel dicembre
del 1127. Heistand considerando che era praticamente
impossibile, in quel tempo, fare il viaggio dalla
Sicilia alla Champagne in così poco tempo, se non
per mare (ma in inverno non si navigava), fece notare
che nella Champagne nel XII secolo l’inizio dell’anno
coincideva con l’Annunciazione. Stando così le cose
il 1128 sarebbe iniziato il 25 marzo per finire il
24 marzo successivo. Quindi tutte le date comprese
tra il 1° gennaio ed il 24 marzo andrebbero
trasposte nel 1129 per coincidere con l’attuale calendario.
Partendo da questi dati Heistand collocò la fondazione
dell’Ordine del Tempio nel 1120 tra gennaio e settembre.
Ordine Ospitaliero di
San Giovanni di Gerusalemme, che successivamente
è divenuto “di Rodi” ed in fine “di Malta”.
Fratelli dell’Ospedale
di Santa Maria dei Teutoni di Gerusalemme, Ordine
ospitaliero fondato in Terrasanta secondo alcuni nel
1189-1191.
La Cupola della Roccia,
conosciuta anche come Moschea di Omar, si trova al
centro della spianata del Tempio, ma non apparteneva
all’Ordine Templare, il cui quartier generale era
nella vicina moschea di al-Aqsa.
Del cosiddetto baphomet
parlò in particolare il Notaio Antonio Sicci da Vercelli,
che aveva lavorato per i Templari. Al processo del
1° marzo 1331, raccontò di aver udito una storia strana
e cioè che il precettore dei Templari di Sidone, il
picardo Matteo, detto “la Sarmage”, sarebbe divenuto
fratello di sangue del sultano del Cairo. Quest’ultimo
era in possesso di una testa dai poteri magici, che
poi sarebbe passata ai Templari.
Bibliografia:
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nel XIII secolo, RCS Rizzoli Libri S.p.A., Milano
1989.
Alain Demurger, Vita e Morte dell’Ordine dei Templari,
Garzanti, Milano 1996.
Franco Cardini, L’avventura di un povero crociato,
Mondatori, Milano 1998.
Franco Cardini, Le Crociate – la Storia oltre il mito,
Medioevo Dossier, De Agostini - Rizzoli Periodici,
n° 2/1999.
Franco Cardini, LA NASCITA DEI TEMPLARI, San Bernardo
di Chiaravalle e la Cavalleria Mistica, Editore: IL
CERCHIO, Rimini 1999.
Franco Cardini, Gli Ordini Cavallereschi – una grande
epopea che ha origine in Terrasanta, Medioevo Dossier,
De Agostini - Rizzoli Periodici, n° 3/2000.
Franco Cardini, Europa ed Islam, Laterza, Roma – Bari
2000.
Malcolm Barber, Processo ai Templari - Una questione
politica, ECIG - Edizioni Culturali Internazionali
Genova s.a.s. di G.L. Blengino &C.
ANNE GILMOUR-BRYSON, THE TRIAL OF THE TEMPLARS IN
THE PAPAL STATE AND THE ABRUZZI, Editore: Biblioteca
Apostolica Vaticana - Città del Vaticano.
Copyright
©2004 Alberto Gentile
I TEMPLARI NELLA PUGLIA
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