I suoi luoghi preferiti
erano i bassifondi e la zona del porto in una Palermo povera e
conflittuale; solo poche famiglie dell’alta borghesia, commosse
per la sua situazione, lo accoglievano raramente a pranzo con
loro.
di venire in contatto con
gente d’ogni condizione sociale, razza, religione,
di osservare da una
posizione privilegiata il comportamento del popolo e dei nobili
che presto sarebbero stati i suoi sudditi.
Questa esperienza, lungi
dall’abbattere il suo spirito tenace, già vincente, lo portò ad
amare il Meridione d’Italia che considererà in età matura la sua
unica patria;
-
gli insegnò a vivere in
un ambiente veramente cosmopolita, portandolo a comprendere
razze, religioni culture diverse, chiara premessa della
tolleranza che dimostrerà in età adulta;
-
lo convinse di essersi
realmente fatto da sé e di nulla dovere ai precettori, ai
parenti, alle autorità dello stato, ai preti.
Terminata l’occupazione
germanica ed avviato il lento ritorno alla normalità, Federico
poté riprendere la sua posizione a Corte. Dopo tanti anni,
Gualtiero di Pagliara lo vide trasformato, dotato di carattere
forte, più maturo per l’età, ma grezzo, sgraziato, vittima della
vita che aveva condotto in un ambiente molto diverso da quello che
lo attendeva. Tuttavia si dimostrò fiducioso nelle sue possibilità
di recupero e si accinse con entusiasmo alla sua educazione.
La vita di Federico subì
una svolta nel 1210 quando Ottone IV di Brunswick, succeduto ad
Enrico VI sul trono di Germania, ad onta delle promesse, dimostrò
con i fatti di voler unire la corona di Germania con quella di
Sicilia: un atto che la Curia romana non poteva e non voleva
accettare, per non correre il rischio che i suoi possedimenti,
posti nell’Italia centrale, potessero essere circondati da una
stessa potenza politica e militare forte, difficile da
controllare.
Innocenzo non esitò ad
intervenire con la necessaria determinazione: scomunicò Ottone ed
una scelta rischiosa,
fondata solo sulla fiducia accordata ad un diciassettenne, nella
speranza che l'educazione ricevuta e la condiscendenza verso le
pressioni del Pontefice lo avrebbero indotto a rispettare tutte le
pretese della Chiesa.
Preso possesso delle nuove
cariche, Federico si trovò di fronte a problemi enormi,
decisamente più grandi di lui, che attendevano una risposta dalla
Germania alla Sicilia, dalla Lombardia a Roma, sede del suo
potente precettore.