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UNITI NEL NOME DI FEDERICO II
di
Enza MoscaritoloI nostri vecchi dicevano che "la storia è maestra di vita". Oggi abbiamo un po’ ridimensionato questa fonte di conoscenza o di esperienza: ma grazie ad essa possiamo costruire interessanti rapporti che consolidano le consapevolezze del passato e consentono di progettare meglio il futuro. Questo è quanto avviene da circa un trentennio tra diverse città, gemellate tra loro in nome di Federico II, in nome di questo antico e forte legame, che merita di essere rinsaldato e sottolineato.
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Il primo gemellaggio cementato nel nome di Federico II è stato realizzato tra le città di Lucera, in Puglia, e di Jesi, nelle Marche. Jesi gli ha dato i natali il 25 dicembre del 1194, mentre Lucera ha assistito alla sua morte, avvenuta nella vicinissima località di Fiorentino, oggi purtroppo scomparsa, il 13 dicembre del 1250. Il 21 Giugno del 1970 le delegazioni delle due città si incontrarono a Lucera, presenti le amministrazioni comunali ed i sindaci avv. Vincenzo Scarano per Lucera e prof. Alberto Borioni per Jesi, le quali diedero vita ad un dibattito dal tema: << Dalla nascita alla morte di Federico II, l’uomo che non poté sottrarsi ad un destino >>, alimentando quindi nuovi entusiasmi sulla figura dello Staufen. L’anno seguente, e precisamente il 28 Giugno del 1971, altre due città suggellarono un gemellaggio, allo scopo di scambiare esperienze e promuovere incontri diretti tra le rispettive popolazioni: si trattava di Foggia e Göppingen, le due "città Hohenstaufen". A farsi promotore di questa straordinaria iniziativa fu l’associazione "Seminario di Studi Fridericiani" di Foggia nella persona di Antonio Lovecchio che ottenne la approvazione del prof. Carl Arnold Willemsen, divenuto successivamente presidente onorario del "Seminario di Studi Fridericiani" nonché, su proposta dello stesso Lovecchio, cittadino onorario di Foggia. Fu egli, infatti, a individuare i forti legami storici delle due città con l’impero svevo di Federico II: una condizione ideale per cogliere contemporaneamente il duplice obiettivo di sviluppare un interesse sempre più vasto e un continuo approfondimento sulla figura dello "Stupor Mundi", e porre le comunità interessate di fronte alla consapevolezza delle loro nobili radici. In tanti anni le due città gemelle si sono incontrate e confrontate in vari ambiti: da quello culturale a quello civico, quindi economico, sportivo, artistico, letterario…coinvolgendo non solo i rappresentanti delle istituzioni, ma anche associazioni culturali e di volontariato, società sportive, cittadini privati, studiosi e ricercatori.
L’unione si è cementata negli anni, nella continua ricerca delle comuni radici storiche, grazie anche all’apporto delle scuole che, nel tempo, sono diventate il pilastro su cui si è fondato questo gemellaggio, poiché gli studenti tedeschi e italiani sono stati protagonisti di incontri sportivi, musicali e culturali.
Un ulteriore gemellaggio, avvenuto il 24 Giugno 1989, ha ritrovato protagonista nuovamente Lucera, questa volta con San Cipirello Jato, in Sicilia, in nome dell’integrazione religiosa. Nel 1223 San Cipirello ha visto la più cruenta lotta armata – forse l’unica degna di questo triste appellativo sotto il governo siciliano di Federico II – fra Musulmani e truppe sveve. Il castello della città, eletto a roccaforte della resistenza araba, fu espugnato dopo un lungo assedio. La popolazione, stremata, in luogo di essere passata per le armi, fu deportata a Lucera: fonti attendibili parlano di oltre trentamila persone, un esodo biblico per i numeri medievali. Qui i nuovi arrivati
poterono godere libertà di culto, di pensiero, di commercio. Il piccolo centro della Capitanata divenne presto una colonia araba, esempio concreto di tolleranza nel secolo delle persecuzione religiose e dei roghi.
Lucera (FG) - Lapide commemorativa del gemellaggio tra le città di Lucera e di San Cipirello Jato (PA).
Infine è importante segnalare che si stanno attivando i contatti per creare un altro gemellaggio tra Lucera, Torremaggiore (FG) ed un altro comune della provincia palermitana S. Giuseppe Jato, nato dalle ceneri dell’antica città sicula di Jato, che fu protagonista del massacro di cui poco prima abbiamo parlato e da cui poi si originò oltre al comune di S. Giuseppe Jato, anche quello anzidetto di San Cipirello Jato. I circoli didattici, cooperando insieme alle istituzioni locali, nonché il club dei federiciani hanno creato una rete di contatti per far sì che anche questo progetto si possa realizzare e ciò costituisce un’ulteriore testimonianza della validità e dell’efficacia di questo tipo d’esperienze per promuovere scambi culturali e turistici di sicuro impatto.