La scelta di Napoli come sede dell'Università

La scelta di Napoli come sede dell'Università
 
L'Università di Napoli è stata definita la prima Università puramente statale, dato che fu la prima ad essere fondata da un sovrano. Ma perché Federico II decise di fondarla, e perché scelse proprio Napoli come sua sede? In parte a queste domande risponde proprio Federico II nelle circolari di fondazione. Federico decise di creare uno Studium - ovvero, in termini moderni, una università - all'interno del Regno, affinché i suoi sudditi, per poter studiare, non avessero più bisogno di sottoporsi a lunghi viaggi e a faticose e costose permanenze in terre straniere; insomma essi avrebbero potuto attendere ai propri studi "in conspectu parentum suorum", cioè sotto lo sguardo dei propri familiari.
 
Ma a questa motivazione ufficiale se ne affiancano altre. Con la creazione di uno Studium all'interno del Regno, Federico procurava a se stesso l'opportunità di disporre di un gran numero di persone fornite di cultura elevata, soprattutto giuridica, tanto necessarie all'amministrazione di uno stato. Contemporaneamente voleva dare un colpo alla floridezza dell'Università di Bologna, che era la più prestigiosa del Medio Evo, per quanto riguardava proprio gli studi giuridici, e che era anche quella presso cui si recavano i sudditi del Regno che volevano perseguire un'istruzione superiore.
Platone impartisce insegnamenti a Socrate (Oxford, Bodleian Library, ms.Ashmole 304, c. 31v). La miniatura (1240 ca.) è opera di Matteo Paris, colui che definì Federico II "stupor mundi".
 
Federico avrebbe voluto preservare gli studenti del suo Regno, costretti, prima del 1224, a partire numerosi per Bologna e destinati, in parte, ad essere funzionari dell'impero, dallo spirito antiimperiale dei comuni dell'Italia settentrionale, coi quali si sarebbe ben presto scontrato. Per questo l'imperatore fece divieto ai suoi sudditi di andare a studiare al di fuori del Regno.
 
La scelta del luogo in cui fondare l'Università cadde su Napoli, ma tale decisione non è tanto ovvia e scontata come si potrebbe immaginare. In epoca sveva Napoli aveva certamente una lunga tradizione culturale: era la "Vergiliana Neapolis" e fu sicuramente, per tutto il medioevo, sede di scuole. Ma non era ancora la città, importante politicamente ed economicamente, degna di diventare la capitale del Regno, come accadrà in epoca angioina. Federico giustifica la sua scelta con l'amenità del sito, con la salubrità dell'aria, con l'abbondanza di tutto ciò che ad uno studente potrebbe servire, con i costumi affabili dei suoi abitanti. Ma queste motivazioni sono vaghe e non vanno oltre le consuete formule retoriche. I termini con cui vengono esaltate le qualità di Napoli sono puramente topici, ovvero vengono utilizzati in tutte le descrizioni di città basso-medievali: ad esempio, nelle lettere scritte da Corrado di Svevia quando lo Studium fu trasferito per breve tempo a Salerno, le stesse caratteristiche di Napoli vengono attribuite anche a Salerno.
Stabilita, dunque, la scarsa pregnanza delle motivazioni ufficiali, vediamo quali sono stati i reali motivi che hanno pesato sulla scelta del luogo destinato ad essere sede dell'Università. Se si voleva che il nuovo Studium fosse realmente un centro di richiamo per tutto il Regno e tutto l'Impero, la scelta della sede doveva orientarsi necessariamente verso una regione centrale e facilmente accessibile. La Campania, per la sua posizione di confine settentrionale del Regno, per la sua centralità commerciale e per l'indubitabile favore del clima, evidentemente fu giudicata la più idonea. A questi motivi di carattere geografico ed economico venne, probabilmente, ad aggiungersene un altro, forse non meno importante: ormai un gran numero di funzionari della cancelleria, proprio quelli che venivano arruolati tra le fila di coloro che erano in possesso di cultura giuridica ottenuta con gli studi universitari, proveniva dalla Campania, ovvero quella regione che, nel Medio Evo superava gli attuali confini, comprendendo anche l'attuale Lazio meridionale.
La Campania, dunque, era la regione più adatta a collocarvi la sede dell'Università. Ma in Campania c'erano diverse città che potevano contendere a Napoli il privilegio di diventare il centro della cultura del Regno: innanzitutto Salerno, che sede dell'antica e prestigiosissima scuola medica; oppure Capua, che aveva dato i natali a numerosi retori e letterati, tra i quali spiccava Pier della Vigna.
Enrico VI, il padre di Federico II, assedia Napoli nel 1191. La miniatura è tratta dal "Liber ad honorem Augusti" di Pietro da Eboli (Berna, Burgerbibliothek, ms. 120 II, c. 109r).
 
Se Federico optò, tra le diverse città campane, proprio per Napoli, il motivo è, forse da ricercare anche in una volontà di pacificazione. Napoli, infatti, era stata l'ultima a piegarsi a Ruggero II e più recentemente aveva resistito per tre anni all'assedio di Enrico VI, padre di Federico II; in ultimo, nel 1211, si era ribellata a Federico II passando al partito di Ottone IV.
In ogni caso, quella scelta si dovette rivelare sicuramente fruttuosa per la città di Napoli, e non solo dal punto di vista dello sviluppo culturale, ma anche da quello commerciale, dato che la presenza piuttosto massiccia di maestri e scolari dovette portare nuova ricchezza economica.
 
Bibliografia essenziale
Fonti. I documenti svevi relativi all'università di Napoli sono raccolti, e riediti criticamente, in F. DELLE DONNE-C. CARBONETTI, Appendice documentaria, in G. ARNALDI, La fondazione dell'università di Napoli, in corso di stampa. Essi sono raccolti anche da G. M. MONTI, Per la storia dell'Università di Napoli. Ricerche e documenti vari, Napoli-Genova-Firenze-Città di Castello 1924. Molti documenti comunque sono compresi nel terzo libro dell'epistolario di Pier della Vigna.
 
Studi. E. WINKELMANN, Über die ersten Staatsuniversitäten, (Festrede) Heidelberg 1880.
 
H. DENIFLE, Die Universitäten des Mittelalters bis 1400, I, Berlino 1885, p. 432.
 
K. HAMPE, Zur Gründungsgeschichte der Universität Neapel, "Sitzungsberichte der Heidelberger Akademie der Wissenschaften. Phil.-hist. Klasse", 1923, 10.
 
F. TORRACA, Le origini-L'età sveva, in La fondazione fridericiana dell'Università di Napoli (pubblicato per la prima volta nella Storia dell'Università di Napoli, Napoli 1924, pp. 1-13; lo stesso saggio, col titolo mutato in Lo studio di Napoli da Federico II a Manfredi, si trova anche in F. TORRACA, Aneddoti di storia letteraria napoletana, Città di Castello 1925, pp. 5-32), Napoli (Università degli Studi) 1988, pp. 7-20.
 
G. M. MONTI, Per la storia dell'Università di Napoli. Ricerche e documenti vari, Napoli-Genova-Firenze-Città di Castello 1924.
 
G. ARNALDI, Fondazione e rifondazioni dello studio di Napoli in età sveva, in La fondazione fridericiana dell'Università di Napoli (pubblicato per la prima volta in Università e società nei secoli XII-XVI, "Centro italiano di studi di storia e d'arte", Pistoia 1982, pp. 81-105), cit., pp. 21-48.
 
N. CILENTO, La cultura e gli inizi dello studio, in Storia di Napoli, VI, Napoli 1980, pp. 312-20.
 
F. DELLE DONNE, La fondazione dello Studium di Napoli: note sulle circolari del 1224 e del 1234, "Atti dell'accademia pontaniana", N. S. 42 (1993), pp. 179-97.
 
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