Foggia

Mappa della città di Foggia (locazione Castiglione)
Foggia
 
Da più parti si ritiene che l’Imperatore svevo fosse solito trascorrere gran parte dei mesi più freddi dell’anno in Foggia e nel resto della Capitanata, mentre nel periodo estivo si tratteneva in luoghi meno caldi, in ogni modo non molto lontani dal Tavoliere. Eberhart Horst scrive "Le Puglie e la Capitanata di oggi riescono a dare solo un'immagine molto sbiadita della bucolica bellezza di un tempo: disboscate le foreste, inariditi i fiumi, prosciugati i molti laghi, ... la maggior parte delle turrite colline, una volta ricche di boschi, oggi sono squallide o ricoperte di arida sterpaglia. Laddove branchi di cervi e caprioli si alternavano a orsi e cinghiali, ora soltanto frugali pecore e capre trovano pastura. Foggia e Lucera erano circondate da fitte foreste di latifoglie, querce, faggi, frassini, olmi".
Federico II, nel 1223, eresse in Foggia un magnifico palazzo, su progetto dell’architetto Bartolomeo da Foggia; sembra che si estendesse su di un’ampia superficie, presumibilmente nei pressi dell’attuale via Arpi, che avesse giardini, fontane, sculture, che gli interni fossero costituiti da ampi saloni rivestiti di marmi preziosi e che ad esso fossero annesse scuderie, magazzini e stalle. Il suo attaccamento a Foggia e alla Capitanata era tale che, quando Foggia gli chiuse per un momento le porte, dopo la rottura con la Chiesa, disse con vero sentimento di dolore; "Fogia, cur me fugis, cum te fecit mea manus? ".
Infatti Foggia, prima che Federico la eleggesse a sua "inclita sede", era un piccolissimo centro misconosciuto. Del palazzo resta solo il portale ed un’epigrafe; il portale, alto 7,38 metri e largo 3,20 metri, è costituito da un arco finemente scolpito a foglie di acanto ed impostato su due capitelli a forma di aquile, l’epigrafe è distribuita su cinque righe. 
Su di essa sono riportati i dati relativi alla costruzione del palazzo (giugno 1223), quelli relativi agli anni di regno e di impero di Federico II, il nome del protomagister Bartolomeo progettista ed esecutore dei lavori. Sull’epigrafe inoltre è scritto che Foggia è considerata inclita sede (sede preferita).
Molte sono le testimonianze sia iconografiche sia scritte che ci sono pervenute, tra queste quella del 1703 del Pacichelli. 
Pianta di Foggia pubblicata nel 1703 da G. B. Pacichelli. Il Pacichelli al n° 2 della didascalia scrive: "Casa di Fed.o Imp.e" che sta per Casa di Federico Imperatore.
 
Un'altra dimora, San Lorenzo in Carmignano, fu costruita in località Pantano (nota 1) nei pressi del bosco dell’Incoronata, adorna di giardini e giochi d’acqua, oltre che dotata di un vivarium e di un parco recintato per la selvaggina e animali esotici, qui il Normanno Roberto il Guiscardo aveva costruito la chiesa di San Lorenzo in Carmignano. L’Imperatore in questo luogo amava dedicarsi all’osservazione degli uccelli e degli altri animali, tra i quali sembra che ci fossero anche felini di grossa taglia.
L’imperatore Federico II soggiornò spesse volte a Foggia e molto probabilmente nella domus; va ricordato, inoltre, che a Foggia morì la moglie Isabella d’Inghilterra; a Foggia fu ricevuto anche l’Infante di Castiglia. A Foggia si svolse la riunione del “parlamento” del regno del 1240. Inoltre, Corrado IV radunò a Foggia un’assemblea nel 1252 e nel 1260 re Manfredi tenne nella città una curia solemnis dove furono riuniti i nobili e i deputati degli insediamenti di tutte le provincie site a nord della Calabria. A proposito del palazzo di Foggia il cornista inglese Matteo Paris racconta di una festosa accoglienza e di ricevimenti nel palazzo reale in onore del cognato dell’imperatore, il conte Riccardo di Cornovaglia, nel 1241 (nota 2). 
Presso il museo di Foggia è conservato un Augustale d'oro, moneta coniata dall'Imperatore svevo. L'esemplare custodito a Foggia è stato coniato dalla zecca di Brindisi dopo il 1231 ed è stato donato dallo studioso Carl A. Willemsen, pesa 5,20 gr. e ha un diametro di 20 mm .
L'Augustale oltre alle funzioni delle altre monete serviva per diffondere l'immagine dell'Imperatore come successore di Cesare Augusto, infatti le monete somigliano molto a quelle di epoca Augustea, da lato è incisa l'effigie di Federico con un mantello cesareo con l'alloro in testa proprio come gli Imperatori romani, vi è scritto: IMP(erator) ROM(anorum) CAESAR AUG(ustus). Sul retro c'è l'immagine di un aquila (simbolo degli Imperatori romani e svevi) e la scritta FRIDERICUS.
 
testo dell'Epigrafe del palazzo imperiale di Foggia
 
 
Foto dell'Epigrafe all'nterno dell'arco del palazzo imperiale ora posta in un muro laterale del museo civico di Foggia
 
 
Trascrizione del testo dell'epigrafe:
Questa parte del testo è scritto su tre righe e compare all'interno della lastra:

A(nno) ab i(n)carnatio(n)e MCCXXIII m(ense) iunii XI ind(ictione) r(egnante) d(omi)no n(ostr)o / Frederico inp(er)atore R(omanorum) se(m)p(er) aug(usto) a(nno) III et rege Sic(i)l(i)e a(nno) XXVI / hoc opus felicit(er) inceptum est p(re)phato d(omi)no p(re)cipie(n)te 

Quest'altre due scritte sono poste la prima sulla cornice superiore e la seconda sulla cornice inferiore della lastra, a caratteri più piccoli:

 Sic Cesar fieri iussit opus istu[.] p(ro)to Bartholomeus sic construxit illud.
 
Hoc fieri iussit Federicus Cesar ut urbs sit Fogia regalis sede inclita imp(er)ialis.  
 
Traduzione del testo dell'epigrafe:
Così Cesare ordinò di fare quest’opera, così il protomagistro Bartolomeo la costruì. Nell’anno dell’incarnazione 1223, nel mese di giugno della XI indizione, regnando il signore nostro Federico, da III anni imperatore dei romani sempre Augusto e da XXVI anni re di Sicilia, quest’opera è stata felicemente iniziata su ordine del detto signore. Ciò Federico Cesare comandò di fare perché la città di Foggia sia inclita sede regale ed imperiale.
 
Un esemplare dell'Augustale di Federico II conservato presso il museo civico di Foggia
 
Antica pianta di Foggia e del tratturo che a Foggia conduceva.
 
 
 
Bibliografia:
  • Artur Haseloff, Architettura Sveva nell'Italia Meridionale, Mario Adda Editore, Bari, 1992.

  • Stefania Mola, Itinerari Federiciani in Puglia, Mario Adda Editore, Bari, 1994.

  • Fulvio Resta, Il  portale del palazzo di Federico II", già in "Federico II. Immagine e potere",  catalogo della mostra (a cura di M.S. Calò Mariani e R. Cassano, Venezia 1995) pp. 234-237.

  • Francesco Magistrale, L'iscrizione del palazzo di Federico II in "Foggia medievale", a cura di M.S. Calò Mariani, Foggia 1997, pp. 157-159.  

  • Raffaele Licinio: Castelli medievali: Puglia e Basilicata, dai Normanni a Federico II e Carlo I d’Angiò - Edizioni Dedalo - 1994
 
nota 1) Giovanni Villani, scrive che lo Svevo “fece il parco dell’uccellagione al Pantano di Foggia in Puglia, e fece il parco della Caccia presso Gravina e Melfi alla montagna (Lagopesole). Il verno stava a Foggia, e la state a la montagna alla caccia a diletto”.
nota 2) Matteo Paris, in Chronicon, MGH, SS., XXVII, 61, racconta con quale fasto fu accolto a corte e festeggiato Riccardo di Cornovaglia al ritorno dalla Terrasanta e quali cose meravigliose e inconsuete lo dilettarono: «Frattanto il conte Riccardo di Cornovaglia, mentre andava dall’imperatore, attraversò molte città e fu sempre accolto con moltissima gioia e con rispetto; gli andarono incontro uomini e donne della città, cantano al suono dei tamburelli, ornati di rami e fiori, con bei vestiti festivi; diversi soldati cavalcavano cavalli di razza, con alla testa il comandante secondo le disposizioni imperiali. Quando il conte arrivò presso all’imperatore, fu accolto con onore, con scambievoli baci e abbracci, mentre i consiglieri applaudivano con entusiasmo. Indugiando quindi fra colloqui desiderati e conforti di vario modo, come si fa tra amici, si ritempravano per diversi giorni. Poi l’imperatore dispose che il conte si ristorasse con bagni, salassi e lenitivi medicamentosi in modo piuttosto blando e carezzevole, per riprendere le forze dopo i pericoli del viaggio per mare. Dopo alcuni giorni, con il benevolo permesso dell’imperatore, il conte Riccardo protrasse liberamente il desiderato colloquio con l’imperatrice, sua sorella Isabella d’Inghilterra. Per disposizione dell’imperatore, il conte assistette a numerosi spettacoli sconosciuti con strumenti musicali, preparati per rallegrare l’imperatrice, con vario piacere. Tra queste stupende novità ne apprezzò e ammirò soprattutto una. Due fanciulle saracene dal corpo elegante, salivano su quattro sfere poste sul pavimento, e ciascuna sottoponendo alle piante dei piede due sfere si muoveva in ogni direzione, battendo le mani, dove le portava l’ispirazione; esse si muovevano sulle sfere che ruotavano, contorcendo le braccia in diversi modi facendo spettacolo e cantando, ripiegando armoniosamente il corpo secondo il ritmo, muovendo e agitandolo senza stancarsi. Spettacolo mirabile, così si offrirono allegramente agli spettatori sia la e danzatrici che gli attori, percuotendo tamburelli e nacchere».
 
 
Copyright  © Alberto Gentile
 
Immagine - Mappa della città (locazione Castiglione), da A. Di Rovere Atlante delle Locazioni, Archivio di Stato Foggia.