I quesiti a Michele Scoto

I QUESITI DI FEDERICO II A MICHELE SCOTO
 
I testi medievali ci riferiscono una serie di quesiti che Federico II avrebbe rivolto agli scienziati della sua Corte, ed in particolare a Michele Scoto: astrologo ma anche insigne matematico, filosofo, diffusore delle teorie arabo-aristoteliche di Averroè.
Michele Scoto che illustra alcune sue teorie all'Imperatore.
 
I testi che ci sono pervenuti, fedeli alla tradizione medievale, hanno scarso valore scientifico inteso in senso moderno, mirando soprattutto a fornire una precisa immagine dell’Imperatore, forse a diffonderne il mito. Nonostante ciò, essi possono illuminarci più di molte altre fonti storiche sulla personalità dell’uomo, almeno come i contemporanei lo hanno conosciuto e considerato.
 
"[…] Noi ti preghiamo di volerci spiegare l’edificio della Terra, e precisamente quanto è alta la sua solida consistenza sovrastante gli abissi; […] se laggiù esista qualche altra cosa che la sorregge oltre l’aria e l’acqua; […] l’esatta misura che separa un cielo dall’altro e ciò che esiste al di là dell’ultimo cielo; in quale cielo Dio, per sua natura, si trovi, ed in che modo egli stia assiso sul trono celeste, e come gli facciano corona gli angeli ed i santi, e cosa facciano gli angeli ed i santi costantemente in sua presenza…
 
 
"Inoltre desideriamo sapere […] dove esattamente si trovino l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso: sotto la Terra, nella Terra o sopra essa? […] E se un’anima nell’aldilà riconosca un’altra anima e se taluna di esse possa tornare in vita per parlare con qualcuno o mostrarglisi…
 
"Vogliamo inoltre conoscere le misure della Terra: la sua altezza, il suo spessore e quanto disti dal più alto dei cieli, quanto si estenda nel profondo; […] se contenga spazi vuoti oppure no, se sarebbe un corpo solido come una pietra focaia…
 
"Desideriamo sapere com’è che le acque dei mari sono tanto amare, e come mai, sebbene tutte le acque provengono dal mare, vi siano acque salate in molti luoghi, e in molti altri, lontane dal mare, acque dolci…
 
"Vorremmo sapere di quel vento che viene da ogni punto della Terra, e di quel fuoco che prorompe dalla Terra […] come accade in alcune località della Sicilia e presso Messina, sull’Etna, a Vulcano, Lipari, Stromboli…"
 
Dai quesiti si possono trarre alcune conclusioni che riguardano la cultura, le credenze, le fede che ispiravano Federico II.
 
L’Imperatore svevo era credente; anzi, era cattolico anche se non proprio un buon cattolico. Egli non formula alcuna domanda che lo possa rendere maggiormente convinto dell’esistenza di Dio e di tutti i personaggi che costellano l’universo cristiano. Su questo piano si sente già sufficientemente garantito dalle verità rivelate e dagli insegnamenti della Chiesa anche se, come sappiamo, era attento alle filosofie orientali dalle quali mutuava il desiderio si sapere.
Il suo desiderio era quello di conoscere di più. Come ogni uomo medievale, era allineato alle indicazioni filosofiche che consideravano la sfera spirituale come una semplice estrapolazione dell’ambiente, delle leggi, delle abitudini di questo mondo: dove si trova il Paradiso? Dove e come è seduto Dio? Che cosa fanno gli angeli mentre tengono compagnia al Signore? Simili domande non devono farci sorridere; ancor oggi molti credenti conservano gli stessi atteggiamenti quando ritengono i castighi ed i premi dell’aldilà molto simili ai riconoscimenti terreni; o quando improntano il rapporto con il divino a sulla base delle esigenze quotidiane.
Alla fine Federico II manifesta la sua grandezza quando affronta i problemi della terra, dei mari, delle forze della natura. Allora ci rendiamo conto di trovarci di fronte ad un uomo ricco di intuiti, ad un pensatore degno di tenere a battesimo, come in realtà ha fatto, la moderna scienza.
I rapporti ed i colloqui "scientifici" di Federico II con Michele Scoto dovettero colpire la fantasia dei contemporanei: una leggenda narra che in un giorno afoso e soleggiato Scoto, per ordine del suo Signore, riunì le nuvole in cielo e ordinò loro di versare sulla terra un’abbondante acquazzone ristoratore.
 
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