Sopralluogo nel sarcofago di Federico II

NUOVO SOPRALLUOGO
NEL SARCOFAGO DI FEDERICO II
 
Il 2 novembre 1998 sono state avviate le operazioni per l’apertura del sarcofago di Federico II per giungere al sopralluogo dell’augusta salma. Non c’è dubbio che abbiamo assistito ad un fatto di portata storica, necessario dopo una serie di episodi che hanno provocato una insolita suspense.
Dall’iniziativa, che si è conclusa l'undici gennaio '99, gli studiosi si aspettano risposte definitive su alcune vicende che riguardano la vita e la sepoltura dell’Imperatore; ma soprattutto intendono porre le premesse per nuove indagini da sviluppare parallelamente al progresso degli strumenti di analisi scientifica.
Cerchiamo ora di prepararci all’avvenimento con...
 
...un po’ di storia
 che facciamo iniziare il 13 dicembre 1250, quando Federico II rese l’anima a Dio mentre si trovava nel castello di Fiorentino, in Capitanata. Ancorché scomunicato, l’intervento del vescovo ed amico Berardo che lo aveva assolto dai peccati gli consentì di essere sepolto — come era suo notorio, espresso desiderio — nella cattedrale di Palermo, accanto ad alcuni dei più stretti famigliari.
Secondo le usanze che al tempo venivano riservate ai principi, la salma fu accuratamente imbalsamata, tanto più che avrebbe dovuto affrontare un viaggio lungo e disagevole. Essa fu accompagnata da un folto gruppo di Saraceni, scalzi e piangenti, fino al porto di Taranto per essere imbarcata e giungere a Messina il 13 gennaio 1251. La solenne chiusura nell’urna di porfido rosso avvenne il 25 febbraio successivo.
Sarcofago in granito rosso di Federico II, nella cattedrale di Palermo.
 
A quanto è dato oggi di conoscere, il sonno tranquillo dell’Imperatore durò solo ottantasette anni dato che nel 1338 e nel 1342 il cofano fu aperto per accogliere altri due personaggi che i documenti dell’epoca fanno corrispondere a Guglielmo duca di Atene ed a Pietro II, entrambi figli di Federico II d’Aragona. Da quel tempo, il prossimo sopralluogo ha importanti...
 
 
...precedenti,
dato che un primo tentativo di riaprire la tomba, operato nel 1491, fu contrastato ferocemente e scongiurato dai fedeli che lo ritenevano un atto sacrilego. Nessuno poté però evitare un sopralluogo nell’urna avvenuto nel 1781, in occasione della ristrutturazione della cattedrale.
Allora le tre salme parvero ben conservate, senza traccia di manomissioni. Una dettagliata descrizione della ricognizione corredata da suggestivi disegni figura nel libro di Francesco Danieli I regali Sepolcri del Duomo di Palermo edito a Napoli nel 1784.
Federico II indossava varie tuniche impreziosite da fibbie, fregi e fini ricami; le mani erano incrociate sul ventre, la mano destra ornata da un anello che recava incastonato un grosso smeraldo. L’augusto capo, ricoperto da una corona costruita da lamine d’argento dorato, perle e pietre preziose, poggiava su un cuscino di cuoio; accanto al collo c’era il globo, simbolo della maestà imperiale; sul fianco sinistro si vedeva la spada con il manico di legno anch’esso ornato da fili di argento dorato. L’esito del sopralluogo non fu però del tutto tranquillo dato che sempre il testo del Danieli riferisce un dubbio sull’identità di un compagno almeno di Federico: in luogo di Guglielmo duca di Atene pareva esserci addirittura una donna.
La salma di Federico II raffigurata in un disegno nel 1781, quando fu ufficialmente aperto il sarcofago.
 
Terminata l’ispezione, l’urna fu ricomposta com’era stata trovata, né il tesoro della cattedrale di Palermo reca traccia degli oggetti preziosi rinvenuti. Si giunse così al 1994, ottocentesimo anniversario della nascita di Federico II. Nell’ambito dei programmi commemorativi, si provvide ad effettuare due distinte ricognizioni endoscopiche, introducendo nell’urna un sofisticato occhio elettronico. Con stupore dei periti, le piccole telecamere ritrassero solo stracci, paglia e stoppa che solitamente è utilizzata per riempire i corpi eviscerati ed imbalsamati. Che cosa era successo? Le ipotesi sono ancora aperte.
L’ispezione del 1781, avvenuta senza le necessarie precauzioni, può aver sottoposto i miseri resti a sbalzi di temperatura, di pressione e di umidità creando danni irreparabili. Il successivo spostamento delle urne può aver condotto gli oggetti verso il fondo nascondendoli sotto uno spesso strato di ceneri. C’è però chi non esita ad ipotizzare addirittura la violazione della tomba, che sarebbe avvenuta durante l’ultimo conflitto mondiale ad opera delle truppe d’occupazione germaniche. È noto che i Tedeschi amano Federico II più degli Italiani; tant’è i turisti recano fiori sulla sua tomba ed alcuni di loro non sono alieni dal considerarlo un profeta della supremazia germanica. Ma da qui ad ipotizzare un’azione sacrilega il passo è lungo.
È chiaro che simili dubbi non possono permanere a lungo. Subito è stato istituito un comitato scientifico con il compito di coordinare...
 
...i preparativi e gli obiettivi della nuova iniziativa,
 
tanto più che ora non si tratta di soddisfare una generica quanto macabra curiosità senza valutarne le conseguenze. Prima di aprire di nuovo l’urna, gli esperti devono studiare il microclima interno e predisporre una camera bianca: un ambiente del tutto sterile che consenta di evitare ogni possibile contaminazione dall’esterno verso l’interno e viceversa, oltre che di ridurre al minimo il rischio di un ulteriore deterioramento delle cose.
Gli obiettivi storici, culturali e scientifici dell’iniziativa sono evidenti. Prima di tutto si potrà fornire una risposta alla paventata scomparsa dei tesori individuati nel 1781; sarà possibile sottoporre i resti umani ad indagini sul DNA, radiografie ed analisi di laboratorio per acquisire dati ad esempio sulle cause della morte di Federico II, notoriamente non immune da dubbi, e per identificare definitivamente gli altri personaggi presenti nell’urna. Ma c’è di più: un rapido intervento supportato dalle moderne tecnologie può interrompere il degrado delle salme e raccogliere gli elementi ancora presenti per renderli disponibili ad analisi oggi impossibili ma prevedibili in un prossimo futuro.