Sud e Islam

Sud e Islam 
autore Vito Bianchi
Capone editore - Cavallino (LE)
 
 “Sud e Islam” è uno scorcio aperto da Vito Bianchi sulla storia millenaria del Mediterraneo, e sugli intrecci delle vicende e delle storie dei popoli del Sud Italia con i popoli del mondo islamico: edito da Capone nel 2003, il libro ripercorre in 12 capitoli le questioni più scottanti nell’incontro-scontro tra le due civiltà; non a caso l’autore ha definito “reciproca” questa storia così complessa che ancora oggi non cessa di affascinare e proporre interessanti spunti di riflessione.
Il confronto risultò inevitabile sin da VII sec. d. C., quando sulle sponde del Mediterraneo, il “continente liquido”, si fronteggiarono da un lato l’universo occidentale e bizantino, sprofondato nelle radici romane arcaiche e cristallizzate, e dall’altro questo “mondo” portatore di una nuova cultura, civiltà e religione.
Le 143 pagine, suggestive per la forza evocativa, con una veste grafica ben curata, sono ricche di immagini, a testimonianza della significativa impronta artistica lasciata dalla presenza islamica sul territorio del Mezzogiorno d’Italia: influenze che si colgono anche a distanza di secoli, come nelle decorazioni architettoniche della poderosa Cattedrale di Amalfi o del chiostro del Duomo di Monreale, solo per citare alcuni esempi.
“Sud e Islam” è la storia, dunque, di un processo di osmosi, di continui innesti e rigetti, di contrapposizioni feroci tra le due diverse fedi e società che si fronteggiarono sul campo, lasciandoci la memoria di eventi e di realtà pressoché sconosciute ai lettori del terzo millennio, abituati a pensare che tale rapporto conflittuale sia soltanto cronaca dei giorni nostri.
Lo scrittore pugliese, che è anche archeologo e giornalista, autore di numerose pubblicazioni su testate nazionali, non poteva trascurare la presenza dell’Islam nella sua terra, con una dettagliata descrizione dell’emirato di Bari, dove si era insediato nell’847 il feroce e sanguinario liberto magrebino Khalfun: l’emirato pugliese raggiunse l’acme della sua potenza tra l’864 e l’866.
Scrive Bianchi: “Il Mezzogiorno ha avuto dell’Islam una percezione fisica e diretta. Quella stessa che riemerge dai reconditi delle coscienze, nell’esternazione delle tradizioni popolari radicate in fondo alla memoria del Sud”. Tali conoscenze artistiche, storiche ed etniche si sono sedimentate nei secoli grazie soprattutto ad un personaggio storico, educato e allevato da precettori arabi nella Palermo del XIII sec: stiamo parlando di Federico II.
Il Puer Apuliae, infatti, rimase, sempre sensibile all’arte e alla cultura araba, di cui apprezzava l’evoluzione della scienza e del pensiero, sviluppatosi grazie al contributo di veri e propri ‘mostri sacri’ quali Averroè e Avicenna; nella sua Magna Curia confluirono i maggiori esperti di alchimia, medicina, filosofia, matematica, astrologia e astronomia del mondo arabo.
Fu proprio grazie alla conoscenza e al rispetto di questa civiltà che Federico II riuscì nel 1229 a negoziare una tregua decennale in una “Crociata diplomatica” che gli permise di restituire Betlemme e Nazareth alla cristianità. Ma, allo stesso tempo, non esitò ad eliminare i saraceni di Sicilia che minavano il suo potere, mentre i superstiti di tale feroce repressione vennero deportati in Puglia, in particolare a Lucera, in provincia di Foggia, dove nacque una civitas sarracenorum. E sono numerose – anche nei secoli successivi - le erezioni di fortificazioni “alla moresca” nel territorio della provincia dauna, retaggio di quella cultura siculo-normanna, dal castello di Lucera a quello di Manfredonia, alla Basilica di San Michele a Monte Sant'Angelo.
In conclusione il volume di Vito Bianchi riallinea le relazioni innescate fra questi due mondi, Islam e Meridione d’Italia, troppo spesso trascurate dalla manualistica ufficiale.
Sud e Islam - autore Vito Bianchi
 
categoria: Storia
anno: 2003
edizioni: Capone editore - Cavallino(LE)
pagine: 143
legatura: rilegato
formato: 17x24 cm
prezzo: Euro 18