Le MONETE della RIVOLTA

di Giuseppe Di Martino

L'interesse per le monete del periodo della rivolta islamica in Sicilia sotto Federico II di Svevia, ebbe inizio nel 1975 con la pubblicazione di un articolo di Franco D'Angelo sulla rivista di "Studi magrebini" stampata a cura dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli. 

Quando nel 1861 il marchese Vincenzo Mortillaro compiló il primo catalogo della collezione numismatica della Bibblioteca Comunale di Palermo, descrisse una moneta araba in lega d'argento sulla quale lesse il nome di "Ahmed il servo". Probabilmente il cattivo stato di conservazione dell'esemplare esaminato del quale ci ha tramandato il disegno, non gli consentí una lettura piú accurata e, date le sue caratteristiche tipologiche, non la inserí fra le emissioni arabe siciliane.

Nessuno si interessó piú a questa apparentemente insignificante monetina finché Franco D'Angelo, appassionato collezionista e studioso di storia e archeologia medievale, non decise di fare esaminare un esemplare in suo possesso al prof. Raoul Couriel, direttore del Gabinetto Numismatico della Bibblioteca Nazionale di Parigi il quale stabilí trattarsi di una moneta battuta da un non meglio identificato Muhammad ibn 'Abbad. Ma il fatto che i proff. H.B. Bloesch e H.P. Isler scavando sul sito medievale di Monte Iato avevano trovato diversi esemplari di queste monete, spinse D'Angelo a proseguire le ricerche sottoponendo alcuni esemplari all'esame del dott. Paul Balog, un medico ungherese vissuto per molti anni al Cairo esperto studioso di storia e cultura islamica nonché appassionato collezionista di monete arabe.

Il responso di Paul Balog, un'autoritá nel campo della numismatica islamica, fu decisivo. Egli confermò la lettura fatta da Couriel e riferí che notizie relative a Muhammad ibn 'Abbad si trovano in una cronaca della Spagna Andalusa del XIII secolo pubblicata in Francia nel 1954 da Levi Provencal  ( Al kitab al rawd al mi'tar di Al Himyari ). Nell'opera si narra la storia tragica e forse un po' romanzata di una principessa araba morta suicida dopo avere teso un'imboscata alle truppe sveve per vendicare la morte del padre Muhammad ibn 'Abbad capo di uno stuolo di musulmani asserragliati a Rocca Entella, fatto assassinare con l'inganno da Federico II  per essersi ribellato all'autorità sveva. 

Dalle relazioni di scavo dei ritrovamenti di Monte Iato si evidenzia chiaramente che le monete di ibn 'Abbad sono coeve a quelle di Federico II e, per quanto ci è dato di sapere, la quasi totalità degli esemplari conosciuti proviene dalla Sicilia occidentale, territorio della rivolta islamica contro Federico. La tipologia differisce parecchio dalle frazioni di dirhem battute in Sicilia in epoca aghlabida e fatimida. Il tondello è largo e sottile ed è molto simile per dimensioni e peso ai denari di tipo carolingio circolanti in epoca sveva, la leggenda è incisa in caratteri arabi fluenti detti "naskhi" invece che nei più piccoli e stilizzati caratteri "cufici" utilizzati in epoca precedente. La coniazione è stata relativamente abbondante in quanto oggi si conta un buon numero di esemplari battuti con diversi conii, inoltre sono stati trovati anche esemplari che all'apparenza sembrano essere di rame (mancano ancora adeguate analisi metallografiche) e qualche rarissima frazione di dimensioni ridotte assimilabile, per dimensioni e peso, ai mezzi denari di epoca sveva.

 

 

 

 

Lungo il bordo esterno, quando è integro, è presente un cerchio di perline, ai due lati si legge:

 

Al dritto : 

Trad. : Non c'è Dio se non Allah  Muhammad è il profeta di Allah

 

Al rovescio : 

Trad. : Muhammad ben 'Abbad comandante dei musulmani

Recentemente ho avuto modo di studiare e fotografare presso un privato collezionista di Palermo una nuova interessante moneta con iscrizioni arabe, che dopo un attento esame ho potuto attribuire inequivocabilmente a Muhammad ibn 'Abbad. 

La moneta ha un diametro di 14mm. e pesa gr. 0,6, la superficie è ricoperta da una gradevole patina verde/bruno, ma la lega che la compone sembra essere argento di titolo basso.

Le dimensioni, il peso e lo stile calligrafico dei caratteri arabi utilizzati (naskhi) sono molto simili al tipo pubblicato da D'Angelo, ma il contenuto e la disposizione delle leggende è invece completamente diverso.

 

 

Da ambo i lati la leggenda é disposta intorno ad un cerchio perlinato e termina con l'ultima parola  scritta al centro del cerchio stesso, soluzione stilistica tipica di molti denari siciliani coevi.

 

Al  dritto, lungo il bordo esterno  si legge:  

Trad. :  Non c'è Dio se non Allah  Muhammad è il profeta di  

Nel cerchio interno :   Trad.:  Allah

Al rovescio, lungo il bordo esterno si legge: 

Trad. : Muhammad ben 'Abbad comandante dei musulmani

Nel cerchio interno:  Trad.:  di Sicilia

 

La corretta interpretazione della parola  " biSiqilliyah "  ( trad. : di Sicilia ), la cui grafia presenta dei caratteri un po' deformati, mi è stata confermata dai proff. Steve Album, Michael Bates e Jeremy Johns che ringrazio sentitamente.

Come si può notare la parola al centro di ogni lato è connessa con la leggenda esterna e ne costituisce la conclusione logica, per cui al rovescio essa suona inaspettatamente: 

" Muhammad ben 'Abbad comandante dei musulmani di Sicilia ".

Quest’ultima scoperta costituisce la prova inconfutabile che queste monete sono state coniate in Sicilia e contribuisce a fare luce su questo interessante periodo della storia siciliana.

Bibliografia:

Franco D'Angelo, rivista di "Studi magrebini"  a cura dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli,1975.

Paul Balog, La monetazione della Sicilia araba e le sue imitazioni …, Gabrieli-Scerrato, Gli Arabi in Italia, Milano, 1979, p. 625.

Vincenzo Tarascio, Siciliae nummi cuphici, p. 99. 

Maria Amalia De Luca, Le monete con leggenda araba della Biblioteca Comunale di Palermo, Parte I, Palermo 1998, p. 391.

Giuseppe Di Martino, Un denaro inedito battuto in Sicilia, Schweizer Münzblatter, Berna, june 2002, p. 23.

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