Castel del Monte - Manuale storico di sopravvivenza

Una lettura intrigante: ‘Castel del Monte - Manuale storico di sopravvivenza’ di Massimiliano Ambruoso
Quando si parla di Castel del Monte, inevitabilmente la mente corre a tutto quello che si è scritto a proposito della sua funzione misterica che ha caratterizzato tanta letteratura. Certo venendo da Andria, quando quel puntino, che si profila all’orizzonte guardando verso ovest, diventa per il visitatore il castone di un anello, poi uno scrigno ed infine la costruzione castellare nella sua maestosità e bellezza, non si può non pensare che chi l’ha ideato ha voluto stupire. Le forme geometriche del maniero, delle torri, del cortile, delle stanze convincono chi le ammira che di sicuro qualcosa di veramente forte Federico II ha voluto dire ai potenti del suo tempo, e non solo a loro. Ma che l’intenzione fosse legata a chissà quali astruserie nascoste è poco credibile. Federico ha voluto certamente lasciare il segno, ha voluto impressionare.
In questo lavoro Massimiliano Ambruoso sfata  i miti che avvolgono Castel del Monte. Ciò facendo certamente si è fatto dei nemici, non per il puro gusto di smentire senza motivo quello che da Tavolaro in poi si è costruito intorno al castello, ma sottopone al lettore una sorta di manuale di ‘smontaggio’ delle tesi  esoteriche che avvolgono il castello. Questa opera di ‘demolizione’ si basa su dati di fatto oggettivi ricavabili da una copiosa  documentazione storica. Sarà arduo replicare.
 
Sulla funzione di Castel del Monte si è detto tanto, ma quello che sorprende di più è che più di una volta si fa  riferimento ai ‘si narra’ e ai ‘si tramanda’, cosa che è tipica delle società orali o preletterarie, non certo  della società medievale. Vero è che non si conosce il progettista né il protomagister  incaricati della fabbrica, e questo ha scatenato tante congetture. Si può dire che laddove non c’è documentazione probante, di fronte a tanta bellezza, ci si lascia trasportare dalla fantasia e si tende a far credere ciò che si vorrebbe che fosse, ma che non è.
Quello che è sicuro è che il castello ha un ruolo strategico-militare e politico per difendersi dai nemici esterni e interni. Fa parte del sistema castellare federiciano, ben integrato con gli altri manieri in una rete magistralmente organizzata di difesa del regno. Non può l’aspetto attuale, completamente disadorno di arredi e pertinenze, significare quello che è stato. E’ difficile dopo secoli di incuria affermare che non poteva essere un castello perché non ci sono evidenze di stalle e di cucine, e non tener conto delle spoliazioni che sempre caratterizzano qualsiasi struttura abbandonata. 
E non potevano mancare i riferimenti ai Templari e al Graal, come nei romanzi o nei film che tanto vanno di moda oggi. Parlare del Graal e dei Templari è sinonimo di sicuro successo mediatico, come lo sono stati il Codice da Vinci o Indiana Jones. 
Singolare è invece la pretesa che Castel del Monte possa essere stato un impianto idrotermale per la cura del corpo o a scopo iniziatico, con l’immagine poco realistica di stanze allagate per il godimento degli ospiti. Ma Ambruoso non si scompone. Non cerca neanche di sminuire la poco credibilità di questa nuova funzione castellare. Afferma, quasi fosse un geologo,  che la pietra calcarea utilizzata per le pareti è altamente permeabile, la breccia corallina utilizzata per  il pavimento è facilmente degradabile e i soffitti di tufo mal si conciliano con le abbondanti presenze di acqua necessarie allo scopo.
Non si comprende poi perché Castel del Monte, la cui funzione sarebbe stata quella di un osservatorio astronomico, sarebbe dovuto essere ad un solo livello, quello del pianterreno, e che il primo piano sarebbe stato costruito agli inizi del Trecento. Per chi si occupa di astronomia è invece cosa risaputa che si tende ad innalzare sempre più in alto il punto di osservazione. Anche in questo caso, dribblando la poco credibilità della cosa, l’autore si rifà a numerosi documenti angioini che riportano altrettanti interventi di manutenzione, ma nessuno di essi parla della costruzione di un ulteriore piano.
In definitiva il manuale dimostra, citando le parole di Raffaele Licinio, che Castel del Monte è semplicemente e per fortuna un magnifico castello medievale!
by Elio Ricciardiello