Le Constitutiones Melphitanae

di Renato Russo

A Melfi Federico promulgò il celebre Liber Augustalis, conosciuto anche come le Constitutiones Melphitanae, un corpus iuris di oltre duecento leggi che davano un assetto legislativo completo ed organico riguardo ad ogni aspetto della vita amministrativa, sociale ed economica del Regno, ispirato ad alcuni grandi principî indicati dallo stesso imperatore.

Nel castello di Melfi Federico tenne una corte solenne. Fu una cerimonia fastosa nella quale l’imperatore sedeva su un trono tempestato di gemme, mentre i giuristi leggevano ad alta voce i decreti.

Fra i suoi compilatori più rinomati ricorderemo Roffredo di Benevento, Pier delle Vigne, l’arcivescovo Giacomo di Capua, Andrea Bonello e molti altri ancora (Pier delle Vigne su tutti, che per l’opera sua svolta, fu definito "Il Triboniano del Giustiniano di Sicilia").

Gli storici concordano nell’esaltare il senso di giustizia che anima queste Constitutiones e ne hanno evidenziato i grandi principî ispiratori, come l’uguaglianza di tutti di fronte alla legge, il divieto di farsi giustizia da sé, perché solo al governo era riservata l’applicazione del diritto e l’uso della forza per la tutela della pace sociale, che è uno dei pilastri fondamentali dello Stato moderno.

Quello di Federico II è l’unico codice medioevale ispirato ai principî del diritto romano. E’ una specie di corpus di diritto pubblico ed amministrativo che consta di leggi normanne, di decreti imperiali e di un gran numero di leggi nuove.

La legislazione melfitana rivela chiaramente l’intenzione del Sovrano di trasformare il Regno da stato feudale in monarchia assoluta.

Castello di Melfi (PZ).

Quanto all’organizzazione dello Stato, a capo troviamo un Consiglio della Corona composto da sette ministri: Gran Cancelliere, che ha la competenza per i più importanti atti pubblici nel Regno; Logoteta o Protonotario, una sorta di segretario di Stato; Gran Giustiziere, ministro della giustizia nonché presidente del Tribunale Supremo, chiamato Gran Corte o Magna Curia; Gran Connestabile, ministro della guerra; Grande Ammiraglio, ministro della marina; Gran Ciambellano, ministro delle Finanze (in seguito Gran Razionale); Gran Siniscalco, responsabile dei beni demaniali.

Il Regno veniva diviso in due regioni, la Sicilia e l’Apulia, affidati a due Governatori, e undici province comandate da altrettanti Giustizieri, che avevano alle proprie dipendenze giudici e notai di nomina regia.

Le finanze spettavano invece a funzionari provinciali chiamati "camerarii" (in seguito "razionali"), dipendenti dal Gran Ciambellano. Le Constitutiones sono state anche considerate come l’atto di nascita della burocrazia moderna.

Copyright  ©2002 Renato Russo

Liber Augustalis

In questa pagina è presentato l'indice del glossario del Liber Augustalis, il codice di leggi promulgato nel 1231 a Melfi dall'imperatore Federico II di Svevia.

A cura dall'Associazione culturale LAGADO

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