Il mondo di Federico II e i presepi
di
Enza MoscaritoloLa passione dei federiciani non conosce limiti e questa volta ha superato ogni aspettativa: non bastano, infatti, libri e mostre iconografiche a rivelarci i segreti di questo imperatore che amava la Capitanata, questa volta l’immaginazione è andata ben oltre, pensando di ricostruire questo scenario medievale all’interno di un presepio. È quanto realizza, ormai da diversi anni, Ciro Inicorbaf, talentoso e originale artista foggiano, il quale nutre una vera e propria passione per il presepe di ambientazione federiciana, tanto da crearne ogni anno uno diverso, distruggendo quello precedente. Ispirandosi alle possenti mura medievali e a qualche maniero ancora miracolosamente rimasto a testimoniare questo fulgido passato della terra di Capitanata, ha coniugato l’antica tradizione di costruire presepi con i personaggi del tempo di Federico II, mettendo su un universo fatto di scenari contadini, di cavalieri e feudatari in abito talare. Nel 2000, anno in cui ricorreva il 750° anniversario della morte del "Puer Apuliae", Ciro Inicorbaf, che dal ’72 all’86 ricoprì l’incarico di Ispettore per il Meridione dell’ETI (Ente Teatrale Italiano), organizzò un corso di tecniche presepistiche presso l’Istituto Tecnico Industriale "Saverio Altamura" di Foggia, e avvalendosi della collaborazione degli studenti, ha allestito il presepe servendosi di materiale povero di risulta, legno, polistirolo, motorini inservibili di vecchie lavatrici. I presepi realizzati risultano essere uno splendido compendio interdisciplinare che abbraccia la storia, l’arte e la fede: nell’anniversario della morte di Federico II l’ambientazione prescelta per il presepe fu Torre Alemanna, unico monumento superstite in Puglia delle architetture dell’Ordine Teutonico, situato a circa 18 km dal centro abitato di Cerignola, sulla strada per Candela.
Federico II a Torre Alemanna.
L’opera successiva, nel 2001, ha presentato la storia di San Lorenzo in Carminiano: "Attraverso il presepio religioso, storico e artistico – ha dichiarato Inicorbaf all’inaugurazione – intendo far conoscere ed amare il nostro territorio alle nuove generazioni". Il suo lodevole intento si è indirizzato a ricreare questa suggestiva atmosfera che rievoca il paesaggio che si sviluppava all’immediata periferia meridionale della città di Foggia. A quel tempo esisteva il più grande bosco planiziario della penisola italiana, irrigato da numerosi corsi d’acqua, che stagionalmente straripavano: questo bosco si espandeva dalla città di Foggia fino al Borgo Incoronata ed era feudo del Vescovo di Troia, che vantava il titolo di Barone di San Lorenzo in Carminiano, dal nome della chiesa presente nel sito.

veduta di Foggia medievale
A destra in alto è stato rappresentato il capoluogo dauno, in cui si riconoscono le sagome della Cattedrale Normanna e del Palatium: in entrambi i monumenti ha lasciato la sua firma il protomagister Bartolomeo da Foggia, dalla cui scuola sono usciti alcuni tra i migliori scultori del medioevo.

Ponte Albanito – Castello dei Diavoli)
In alto a sinistra è rappresentato il Castello dei Diavoli, tuttora visitabile a poche centinaia di metri dalla storica masseria di Ponte Albanito, a cui era intitolata una della Locazioni della Dogana delle Pecore. Questo maniero sorse probabilmente sui resti di una preesistente "taberba romana" ed era avamposto della guardia saracena di Federico II a presidio della città di Foggia e a controllo della valle del Cervaro.

La Domus Solaciorum del Pantano)
In secondo piano sulla destra è rappresentata la "Domus del Pantano" che oggi, purtroppo, non esiste più e che costituiva la più splendida delle residenze di caccia dell’Imperatore, mentre, sempre in secondo piano, sulla sinistra ( Foto dell’Incoronata) troviamo il bosco dell’Incoronata con la Madonna Nera, il pastore Strazzacappa ed un bue: nel bosco della "Coronata", che nel medioevo era collegato al bosco del Pantano, la tradizione popolare colloca l’apparizione nell’anno Mille della Madonna Nera al pastore Strazzacappa. La presenza del Santuario, costruito in seguito sul luogo dell’apparizione, ha probabilmente salvato le vestigia del bosco.

Residenza del Vescovo – Barone di Troia
Questa magnifica rilettura dei luoghi cari a Federico II evidenzia in primo piano sulla destra la residenza del Vescovo – Barone, di cui oggi non c’è più traccia. Il Vescovo di Troia che stagionalmente trascorreva dei periodi più o meno lunghi a San Lorenzo in Carminiano, aveva fatto erigere una residenza fortificata, dalla quale poteva agevolmente controllare il traffico tra Troia e l’Incoronata.

Chiesa di San Lorenzo in Carminiano
L’alone fantastico che circonda questa splendida opera presepiale ha ispirato la raffigurazione della Chiesa di S. Lorenzo in Carminiano, del secolo XI, come doveva essere in origine, la cui fondazione sulle rovine di una villa romana dell’età imperiale viene attribuita a Roberto il Guiscardo in un territorio completamente disabitato. Rappresentata nello stile romanico pugliese, lascia intravedere all’interno, nel suo "scriptorium" Ascaro subdiacono, intento a miniare il suo codice, a cui dedicò vent’anni e che oggi si può ammirare presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. La chiesa venne poi donata al Vescovo di Troia.

Natività S. M. Maddalena
Il momento certamente più emozionante di tutta la rappresentazione è la raffigurazione della natività, collocata in uno scorcio semplice e, nello stesso tempo, altamente suggestivo, quello della chiesa, parzialmente diruta, di S. Maria Maddalena, pertinenza del complesso di S. Lorenzo in Carminiano, andata completamente perduta.
Una vastissima eco di commenti lusinghieri ha accolto questa, come le altre originalissime opere di Inicorbaf, che rivelano appieno il suo talento straordinario e la sua particolare sensibilità; la cura nei dettagli, la paziente ricerca delle colonne sonore con riproduzioni di musiche d’epoca e dei suoni dell’ambiente rappresentato (rintocchi di campane, versi di animali) suscitano grandi emozioni nei visitatori; l’artista non ha mai svelato a nessuno dei suoi amici e degli estimatori i suoi segreti: la sua felicità è unicamente nella consapevolezza di "lasciare alle nuove generazioni una scintilla creativa", uno sprone affinché si possano conoscere più a fondo le proprie radici.
Copyright ©2002 Enza Moscaritolo