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Il 7 giugno del 1099 l’esercito dei crociati, dopo
aver conquistato le città di Nicea e Antiochia, giunse a Gerusalemme, governata
a quel tempo da Iftiker ad Daula, a capo di una guarnigione di arabi e sudanesi
[1].
Gerusalemme era ben fortificata, i crociati avevano scarse
riserve d’acqua e non erano abituati al caldo della Palestina, che peraltro
affrontavano vestiti di pesanti armature. Per poter espugnare la città i
crociati dovettero costruire delle enormi macchine da guerra in legno
[2] che consentirono loro di penetrare in Gerusalemme tra il 14 ed il 16
luglio.
Presa di Gerusalemme da parte dei
crociati, (miniatura da Roman de Godefroi de Bouillon et de
Saladin, XIV secolo, Biblioteque national Paris).
Il 17 Luglio i prìncipi cristiani
[3], una volta conquistata la città, si riunirono per
designare il governatore di Gerusalemme. Dopo lunghe
discussioni, la scelta cadde su Goffredo di Buglione
[4] che accetto ma volle
prendere solo il titolo di “Advocatus Sancti Sepulcri”
[5] e non quello di re.
Non assistette alla conquista di Gerusalemme papa Urbano II
[6], che nel frattempo era
deceduto.
I crociati trovarono la Chiesa del Santo Sepolcro incustodita,
in seguito all’allontanamento della comunità di cristiani,
rendendo così necessario creare un corpo di guardia per il Santo
Sepolcro, per rendervi onore in pace e difenderlo in guerra.
La Chiesa che custodiva il Sepolcro che aveva ospitato le
spoglie mortali di Gesù Cristo diventava il simbolo della
vittoria del cattolicesimo e non poteva restare incustodita: fu
così che Goffredo di Buglione affidò ad un gruppo scelto di
cavalieri la custodia di quel luogo.
La tradizione racconta che questo compito fu assegnato a
cinquanta uomini [7] che furono
distaccati dall’esercito che aveva conquistato Gerusalemme alla
cristianità per dedicarsi esclusivamente a questo servizio: il
nucleo di cavalieri destinato a tale scopo ebbe sin dalle
origini un rapporto vincolante con l’autorità ecclesiastica.
Con buona probabilità si fa risalire la data dell’istituzione
dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme fra il 18
luglio ed il 12 agosto del 1099, cioè tra l’elezione di Goffredo
di Buglione e la battaglia di Ascalona, alla quale presero parte
anche i Cavalieri del Santo Sepolcro (Miles Jherusalem).
Il
primo Statuto assegnato all’Ordine - probabilmente redatto prima
dell’istituzione dell’Ordine - era composto da 31 articoli
[8], e si deve al nuovo
Patriarca di Gerusalemme, eletto il primo agosto del 1099 dal
clero presente in Terrasanta nella persona di Arnolfo Malecorne
di Rohes, già cappellano di Roberto di Normandia
[9], l’intuizione di istituire
anche dei Canonici ai quali affidare la gestione religiosa della
Chiesa del Santo Sepolcro.
Un Cavaliere del Santo
Sepolcro.
Goffredo fece sua l’idea del Patriarca ed istituì un Capitolo di
venti Canonici [10]
conferendo loro l’incarico di provvedere all’accoglienza dei
pellegrini, alla celebrazione dei riti religiosi e alla raccolta
delle elemosine, donando loro anche una rendita. Da quel momento
all’interno della Chiesa del Santo Sepolcro coesistevano due
realtà, una laica ed una religiosa.
Il Patriarca Arnolfo nel 1114 decretò la trasformazione del
Capitolo in Ordine Canonicale Regolare, ponendolo sotto la
regola agostiniana, e la guida di questo nuova realtà fu
affidata ad un Priore alle strette dipendenze del Patriarca.
Dopo la nascita dell’Ordine Canonicale Regolare, i Cavalieri del
Santo Sepolcro si assoggettarono spontaneamente al Priore
dell’Ordine canonico.
Da questa fusione scaturì l’Ordine Religioso-Militare del Santo
Sepolcro di Gerusalemme.
Successivamente, nel 1122, papa Callisto II approvò l'Ordine,
rendendolo ufficiale. Ben presto il numero dei membri si
moltiplicò e sembra che nel 1155 fossero 136.
Lo stemma dell’Ordine gerosolimitano
[11] esprime un forte ricchezza
simbolica: al centro campeggia la croce di Goffredo, formata in
realtà da cinque croci, cinque come le piaghe di Cristo, una
grande centrale e quattro piccole inserite nei quarti delimitati
dai quattro bracci. Il colore è rosso sangue per ricordare la
crocifissione, ed è contornato dall'oro radioso della
resurrezione. Il motto, in un latino medievale popolare, è
quello della crociata: "Deus lo vult". A lato, due angeli, l’uno
con il bastone del viandante e l’altro con la lancia del
crociato. Entrambi hanno sul petto la “conchiglia dei
pellegrino”, simbolo secolare del viaggiatore diretto a venerare
il Sepolcro. Sormonta lo scudo un trofeo di guerra, un elmo da
cavaliere, che ricorda la natura militare dell’Ordine, ma ornato
da una corona di spine.
La croce di Goffredo di Buglione è certamente l’emblema
cavalleresco cristiano più antico. Comparsa già sulle insegne
della prima crociata, sventolò sulle torri di Gerusalemme nel
1099, nello stesso giorno della conquista cristiana.

Croce di Goffredo di Buglione, emblema
del Regno di Gerusalemme.
Nel 1103 il re Baldovino [12],
primo sovrano dei regno latino di Gerusalemme, apparve in
pubblico circondato da una guardia di cavalieri del Santo
Sepolcro, conosciuti all’epoca con la denominazione di
“Cavalieri del Regno Crociato”.
I cavalieri gerosolimitani ottemperavano così ad una funzione
rappresentativa ed onorifica come la guardia al Sepolcro, e
nello stesso tempo, sul campo combattevano strenuamente contro i
saraceni fino alla perdita definitiva di Gerusalemme.
Benché l’imperatore Federico II sia stato Re di Gerusalemme e
avesse nel suo stemma lo stesso emblema dell’Ordine
gerosolimitano perché simbolo del regno di Gerusalemme, i
rapporti con questo sovrano non furono affatto buoni, perché lo
Svevo conquistò Gerusalemme da scomunicato e senza l’avvallo del
papa.
All'epoca i cavalieri del Santo Sepolcro erano soldati di prima
linea in difesa della fede, quindi operanti per la Chiesa, ma
non ancora nella
Chiesa ed è difficile stabilire a che punto della storia
dell’Ordine la “collazione” pontificia sia divenuta effettiva,
formalizzando il vincolo originario in un’appartenenza regolare
al sistema istituzionale ecclesiastico.
I cavalieri del Santo Sepolcro affrontano
la cavalleria mussulmana sotto l'insegna della Croce
Gerosolimitana.
Da una vetrata ormai scomparsa della chiesa di San Denis
Francia.
Alla fine del XIII sec. e più precisamente nel 1291, dopo la
caduta del Regno Latino di Gerusalemme per mano degli eserciti
musulmani, ebbe inizio il lento declino degli Ordini militari di
Terrasanta. I Cavalieri superstiti rientrarono nei loro Priorati
in Europa dove l’Ordine si sviluppò ulteriormente e benché la
sua missione istituzionale fosse terminata, aveva assunto
altrettanti doveri caritatevoli e di propagazione della Fede,
restando sempre fedele alla Chiesa: tali impegni dell’Ordine
furono oggetto nei secoli successivi di ripetuti e prestigiosi
riconoscimenti di Pontefici e Sovrani.
L’Ordine godeva del privilegio reale di battere moneta con il
proprio stemma e nel 1341, Alfonso I, re di Aragona e Navarra,
affidò un terzo del regno di Spagna all’Ordine che ne assunse
così la sovranità. I Cavalieri avevano il diritto di grazia per
i condannati a morte, ed erano esonerati dal pagamento di ogni
tassa e tributo, sia al Re, che alla Chiesa, e nelle cerimonie
avevano la precedenza su tutti gli altri Ordini cavallereschi,
prerogative solitamente riservate alle famiglie regnanti ed ai
grandi feudatari.
Il potere decisionale della Chiesa sulle questioni dell’Ordine
acquista un particolare peso sul finire del XV secolo, quando
addirittura Innocenzo VIII lo unifica con quello di Rodi, cioè
con gli Ospitalieri, ed Alessandro VI lo separa nuovamente,
assumendone il titolo di gran maestro, trasferibile ai suoi
successori. In tale circostanza, tuttavia, il papa delega al
“guardiano” del Monte Sion, francescano, il diritto di armare
nuovi cavalieri “sulla pietra del Sepolcro”, secondo una
tradizione legata alla più pura simbologia cavalleresca.
L'assunzione della gran maestranza da parte del pontefice non
trovò concordi tutti i sovrani d’Europa, per cui l’Ordine
continuò a sopravvivere in maniera autonoma.
Bisogna aspettare il 1847, quando
Pio IX ribadì l’ecclesialità dell’Ordine del Santo Sepolcro,
rinnovandone le funzioni nel quadro dell’emergenza determinata
dalle grandi mutazioni in atto: perfettamente inserito nel
moderno sistema cavalleresco ecclesiastico, l’Ordine fu, al pari
degli altri, destinato al “conferimento di premi ed onorificenze
alle virtù”, come disse Pio IX, “di quanti erano stati
infiammati a bene meritare ogni giorno vieppiù dalla cristiana
società”.
Nel 1888 Leone X aprì l’Ordine alle donne; nel 1907 Pio X si
proclamò Gran Maestro; nel 1928 Pio XI restituì il magistero al
Patriarca di Gerusalemme; nel 1949 Pio XII gli conferì
personalità giuridica, mentre gli ultimi statuti del 1977 voluti
da Paolo VI si limitarono all’istituzione di nuove decorazioni.

Da
un antico dipinto, il custode di Terra Santa durante una cerimonia
d'investitura di cavalieri del Santo Sepolcro.
L’Ordine, nei secoli addietro, possedeva un cospicuo patrimonio
immobiliare, sparso in tutta Europa: oggi se ne è completamente
spogliato per aiutare la Terra Santa, oggi è “Ordine
mendicante”, e conserva solo il cinquecentesco Palazzo della
Rovere, in via della Conciliazione a Roma, sede dell’Ordine,
palazzo donato dalla Santa Sede.
Attualmente, i ventiduemila Cavalieri e Dame presenti nel mondo,
organizzati in cinquantaquattro Luogotenenze in Europa, America,
Asia ed Australia, provvedono ad inviare, con offerte personali,
circa dieci milioni di euro ogni anno al Patriarcato Latino di
Gerusalemme, per la realizzazione degli interventi programmati
dall’Ordine, d’intesa con il Patriarca (che è Gran Priore
dell’Ordine stesso) curando, se necessario, anche l’invio di
tecnici.
La guida ed il coordinamento delle attività
dell’Ordine sono affidati attualmente al Gran Maestro, il
Cardinale Carlo Furno, nominato dal papa, assistito dal Gran
Magistero a composizione internazionale. L’Ordine è persona
giuridica di diritto canonico e persona giuridica vaticana, con
sede legale nello Stato della Città del Vaticano.
Bibliografia:
-
Sergio Bracco, I Cavalieri del S. Sepolcro, La Rosa Editore 1992.
-
Errico Cozzo e Jean-Marie Martin, Cavalieri alla conquista del
Sud, edizioni Laterza 1998.
-
Militia Sancti Sepulcri. Idea e istituzioni. Atti del Colloquio
Internazionale tenuto presso la Pontificia Università del Laterano,
10-12 aprile 1996, a cura di Kaspar ELM e Cosimo Damiano FONSECA.
Città del Vaticano 1998, 521 pp.
-
Franco Cardini, Gli Ordini Cavallereschi – una grande epopea che
ha origine in Terrasanta, Medioevo Dossier, De Agostini - Rizzoli
Periodici, n° 3/2000.
-
Giovanni Napolitano, Salerno e l’Ordine Equestre del Santo
Sepolcro di Gerusalemme, DE LUCA SALERNO – EDITORE, Aprile 2004.
-
Franco Cuomo, Gli Ordini Cavallereschi – Nel Mito e nella Storia
di ogni Paese, editore Universale Storica Newton, gennaio 2004.
Note:
[1] In
Gerusalemme non c’erano più i Turchi Selgiuchidi
che con il loro atteggiamento ostile nei confronti dei cristiani erano
stati una delle motivazioni addotte dal papa Urbano II per indire la
prima crociata, ma nuovamente quegli arabi che avevano garantito negli
anni precedenti una discreta convivenza tra i credenti delle tre
religioni monoteistiche.
Nel 1077 i Turchi Selgiuchidi, provenienti dall'estremo oriente
islamico, conquistano e saccheggiano Gerusalemme. Nei 25 anni che
seguano, gli ebrei e i cristiani subiscono ogni sorta di ostilità da
parte dei nuovi dominatori.
[2] Macchine da Guerra:
Arieti, e grandi torri di legno su ruote più alte delle mura della
città, castelli con catapulte su ruote.
[3] Tra i principi cristiani
presenti in Terrasanta ricordiamo: Goffredo di Buglione, Boemondo
d’Altavilla (figlio di Roberto il Guiscardo, conte di Taranto e di
Bari), Tancredi d’Altavilla, Roberto di Normandia e Raimondo di Sant
Gilles.
[4] Goffredo di Buglione,
duca della Bassa Lorena (1089-1095), “difensore” del Santo Sepolcro
(1099-1100), figlio di Eustachio, conte di Boulogne, e di Ida, figlia
di Goffredo II il Barbuto, duca della Bassa Lorena. Benché erede
designato dello zio materno, Goffredo III il Gobbo, duca della Bassa
Lorena († 1076), ottenne dall'imperatore Enrico IV solo il marchesato
di Anversa, comprendente la terra di Bouillon, eretta poi in ducato
nel 1093. Ciò nonostante, sostenne Enrico IV nella lotta contro il
papa Gregorio VII, e nel 1089 fu pertanto riconosciuto duca della
Bassa Lorena. Fra i primi ad aderire alla crociata (1095), vendette il
ducato di Bouillon per sopperire alle spese della spedizione.
Importantissima la sua partecipazione alla prima crociata (1096-1099):
più politico che pellegrino, si preoccupò dei rapporti tra i crociati
e l'Impero bizantino, e nel 1097 rese omaggio ad Alessio I Comneno.
Eletto dai baroni re di Gerusalemme (22 luglio 1099), dopo la presa
della città, si limitò a intitolarsi “difensore del Santo Sepolcro”.
Dedito alla conservazione e all'organizzazione del regno più che a
nuove conquiste ispirò le ordinanze dette Assise di Gerusalemme.
Nell'agosto 1099 sconfisse gli Egiziani ad Ascalona. Morì l'anno dopo,
forse avvelenato da un musulmano. Gli succedette il fratello
Baldovino, che assunse il titolo di re di Gerusalemme (Baldovino I,
1100-1118).
[5] Difensore del Santo
Sepolcro e non re di Gerusalemme perché il clero che accompagnava i
crociato sosteneva che nessun cristiano poteva chiamarsi re nel luogo
dove Gesù Cristo era stato coronato di spine ed aveva sofferto.
[6] Papa Urbano II, eletto nel
1088, bandisce la prima crociata il 25 novembre 1095, nel corso del
Concilio di Clermont.
[7] Torquato Tasso fa
riferimento a questi cavalieri nel canto IX, 92° della Gerusalemme
Liberata: “Son cinquanta guerrier, che in puro argento spiegan la
trionfal Croce”.
[8] Dall’antico statuto
dell’Ordine: “Di più abbiamo preso visione e decretato di fondare
l’Ordine del Santo Sepolcro della nostra città di Gerusalemme, in
onore e riverenza della SS. Risurrezione e al nostro nome
cristianissimo abbiamo aggiunto la dignità di Primate di detto Ordine
e abbiamo voluto che dette croci rosse, in onore delle piaghe inflitte
a N.S. Gesù Cristo, fossero portate dai Cavalieri del detto
Ordine. Molti altri ne abbiamo insignito ed essi pure contraddistinti
con dette croci, affinché potessero essere riconosciuti da noi e dagli
infedeli nel caso in cui fossero stati sbandati o impossibilitati a
rimanere nel servizio dell’esercito“.
[9] Roberto di Normandia, era
il primogenito di Guglielmo il Conquistatore. Non sopportava
l’autorità paterna ed era amante dell’indipendenza, dopo avergli
fatto guerra per regnare in Normandia, non si preoccupò di succedergli
al trono d’Inghilterra. Dopo aver perso il suo patrimoni si mostrò
pronto a partire per la Terrasanta alo scopo di liberala dai Selgiuchi
che l’avevano conquistata a scapito degli arabi.
[10] Secondo lo storico medievista Franco
Cardini, l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di
Gerusalemme, sarebbe nato in ambito Vaticano sviluppandosi da un
Ordine canonicale e solo in data recente avrebbe rivestito insegne
cavalleresche, probabilmente tale ipotesi fa riferimento a questi
Canonici che furono affiancati ai Cavalieri laici.
[11] Molto probabilmente i cavalieri del Santo
Sepolcro inizialmente portarono la croce dei
canonici e non quella potenziata di Goffredo di Buglione. Quella dei
canonici era una croce a doppio bracco, il superiore più corto di
quello inferiore. Solo dopo la caduta di Gerusalemme per mano del
Saladino, i Cavalieri del Santo Sepolcro iniziarono a fregiarsi della
croce di Goffredo.
[12] Baldovino I (re di
Gerusalemme) (1058-1118), fratello di Goffredo di Buglione, lo seguì
alla I crociata, partecipando all'assedio di Nicea; successe a
Goffredo come re di Gerusalemme nel 1100.
Copyright ©2004 Alberto Gentile
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