Guglielmo Capparone

Guglielmo Capparone, un militare tedesco di alto rango, era giunto in Italia al seguito dell'imperatore Enrico VI (1194), molto l’imperatore passo al servizio di Marcovaldo di Anweiler. Quando Marcovaldo morì nel 1202, Guglielmo si recò a Palermo e con l'appoggio dei Pisani riuscì a occupare il Palazzo reale e ad avere il controllo del giovane Federico II. Nel dicembre del 1202, fece emanare in nome del re dei diplomi intitolandosi "Guillelmus regis custos et magister capitaneus Sicilie", mentre papa Innocenzo III lo scomunicava per questo suo ardire e per le su ambizioni su tutto il Regno di Sicilia.

Successivamente Guglielmo riuscì ad accordarsi con papa Innocenzo III, il quale autorizzò il 4 ottobre 1204 il legato pontificio in Sicilia, cardinale Gerardo Allucingoli di S. Adriano, a trattare la pace.

Guglielmo promise di rispettare la tutela del papa sul piccolo Federico II; il controllo dell'isola passo nelle mani del cardinale Gerardo Allucingoli. Ma a causa dei disaccordi tra Guglielmo e il cancelliere Gualtiero di Palearia il cardinale fu costretto ad andarsene a Messina. 

Tra il 1202 e il 1206, Federico II fu sotto la custodia di Guglielmo, e visse probabilmente nel Palazzo reale: è probabile che il giovane sovrano abbia ricevuto nel palazzo reale una adeguata educazione e un'istruzione adatta al suo rango. 

Nel novembre 1206 il conte Dipoldo di Acerra costrinse Guglielmo a consegnargli il giovane re, affidandolo a Gualtiero di Palearia; Guglielmo, rimase il capo del partito filoimperiale in Sicilia, sarebbe morto probabilmente poco dopo il 1208.