CHI ERA E CHI NON POTEVA ESSERE FEDERICO II DI SVEVIA

CHI ERA E CHI NON POTEVA ESSERE FEDERICO II DI SVEVIA
 
Non c’è dubbio che Federico II sia uno dei protagonisti più controversi di tutto il Medio Evo europeo, vittima della confusione che comunemente si fa tra gli elementi storici e quelli leggendari.
 
A questa situazione contribuiscono i suoi più irriducibili detrattori, ma anche quanti esaltano oltre il lecito la sua personalità; tant’è che oggi, con la diffusione del dibattito, non è tanto utile combattere le argomentazioni dei più ostinati neoguelfi (e sono, ahinoi! ancora tanti) quanto coloro che vedono in lui il profeta di una "modernità" che non poteva avere, di un ecumenismo che non poteva concepire...
 
 
Federico II
 
ha certo dominato la politica e la cultura medievale in un secolo in cui…
 
  •  …l’Imperatore ed il Pontefice romano ritenevano entrambi di essere investiti da Dio per gestire le cose dello Stato e della Fede, promuovendo due analoghe teocrazie: esisteva allora una palese, dichiarata "imitatio imperii" da parte del sacerdozio ed una "imitatio sacerdotii" da parte del "regnum";
  •  …la conquista ed il mantenimento del potere giustificava le peggiori atrocità, né l’Imperatore poteva essere secondo al Pontefici che ordinavano la strage degli Albigesi, sacrificavano due milioni di Cristiani alle Crociate, promuovevano i processi inquisitoriali…
  •  …le integrazioni razziali non erano ancora concepite, mentre le minoranze religiose erano perseguitate dalla Chiesa ben coadiuvata dal "braccio secolare" che vedeva negli eretici soprattutto un grave rischio sovversivo
  •  …le violenze che oggi definiremo "maschiliste" coinvolgevano tutte le religioni e tutte le filosofie, lo sviluppo culturale era condizionato da dogmatismi ed integralismi d’ogni colore;
  •  …la cultura — preda ancora di alchimie e superstizioni d’ogni genere — non aveva ancora posto le premesse per la nascita della scienza, sia pure nella forma embrionale che avverrà due secoli dopo…
 
In questa situazione, Federico II si inserì con alcune intuizioni che lo resero un gigante del suo tempo; ma che non possono essere confuse con delle iniziative decisamente anticipatrici, che un uomo medievale non poteva certo concepire.
 
Egli infatti
 
  • …non fu un "laico" nel significato attuale del termine, ma lottò per condurre il Papato alle sole competenze morali, premessa per lo Stato di diritto e per sconfiggere ogni forma di integralismo;
  • …fu tremendo nelle battaglie, nel reprimere gli attentati alla propria persona, nel condurre gli assedi dove ricorse agli scudi umani non meno del Crociato Simone di Monfort, ma tentò più di ogni altro contemporaneo di risolvere molte controversie con la diplomazia, senza spargimento di sangue;
  • …punì le intolleranze dei Saraceni in Sicilia, ma li ospitò a Lucera integrandoli nel proprio esercito e nell’amministrazione dell’Impero; dopo di lui, regnanti Bonifacio VII a Roma e Carlo II d’Angiò in Sicilia, furono barbaramente sterminati nel 1300, l’Anno del Primo Giubileo;
  • …mantenne la giovane moglie Jolanda di Brienne nell’asfittico harem palermitano, ma nelle Costituzioni di Melfi dettò pagine importanti ed innovative per reprimere la violenza contro le donne e difenderle dalle accuse;
  •  …era ancora legato ai rituali magici dell’Oriente, ma alla sua Corte ospitò dotti di tutte le terre senza distinzione di razza e di religione, cui pose quesiti che saranno alla base delle prime ricerche degne di essere definite scientifiche;
  •  …si professò e fu sinceramente cattolico, ma seppe concepire l’universalità dalla cultura all’esclusivo servizio dell’uomo, superando i vincoli che nascevano dal fatto di voler distinguere le culture cristiana, ebrea, musulmana…
 
Crociato scomunicato, a Gerusalemme trasformò una lotta di religione in un confronto tra diverse culture, rendendo possibile un accordo da allora mai ripetuto.
Federico II non fu certo il pensatore medievale più illuminato ed innovativo in alcun campo della filosofia, della religione, dello scibile umano di allora. Ma il suo valore, o anche semplicemente il suo fascino, consiste nell’avere contemporaneamente spaziato in moltissimi campi della conoscenza, come tutti i grandissimi della storia…
 
L’Italia, culla del Guelfismo più intransigente, rimasta sotto l’influenza dei Papi fino al XIX secolo, soffre ancora di una storiografia che vuole Federico ateo, nemico della Chiesa, carico dei peggiori vizi che possono ledere l’onorabilità di un Principe. Al contrario in Germania, lontano dalle mene politico-religiose e dalle pretese territoriali della Chiesa, l’immagine dell’Imperatore è prevalentemente influenzata dal suo atteggiamento riformistico: ed i Tedeschi sono legati a lui da una profonda stima, molto vicina all’amore.
 
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