Il presunto incontro con San Francesco

San Francesco d'Assisi da un affresco del Cimabue.
Realtà e leggenda di un presunto incontro
di FEDERICO II con FRANCESCO D’ASSISI
a cura di Carlo Fornari
 
Molte situazioni del Medio Evo ci sono pervenute in due diverse versioni: una mitica, leggendaria, poco credibile ma sicuramente appagante; ed una tramandata dalle cronache o dalla tradizione che, spesso incompleta, è destinata in ogni caso a sollecitare la fantasia degli  storici. Questo si propone anche per un presunto incontro tra Federico II e Francesco d’Assisi.
 
Il cronista Arduino Terzi nella sua Cronologia della vita di San Francesco, riferisce che un giorno Federico II venne a sapere che un certo frate assisano, predicando nel Regno, apostrofava con parole di fuoco i personaggi della sua Corte: essi non potevano certo ambire alla salvezza eterna, prigionieri com’erano del vizio e della lussuria. Federico non si scompose; uomo di mondo, sapeva che il più delle volte coloro che predicano bene razzolano male. "Proviamo a metterlo alla prova" ordinò ai suoi; e scattò subito una trappola infernale.
 
Una sera Francesco fu invitato nel castello di Bari e, dopo una cena degna delle migliori libagioni imperiali alla quale partecipò solo come umile ma accorto spettatore, "gli fu preparato un comodo letto con un focolare dato che era d’inverno". Mentre il poverello, come sua consuetudine, si accingeva a riposare sulla nuda terra, entrò nella camera una donna necessariamente giovane e bella che lo invitò a giacere con lei. Il frate non si turbò: raccolse dal fuoco alcuni carboni accesi, li distese in mezzo alla stanza e propose all’indesiderata ospite di stendersi lì sopra accanto a lui. I curiali che si accalcavano alle fessure della porta per godersi la scena non vollero credere ai loro occhi. Corsero ad avvertire dell’insolita vicenda il loro signore che volle entrare nella stanza. "Questi è veramente amico di Dio" commentò; e, rivolto al frate: "Alzati, Dio è con te e vera è la parola detta dalla tua bocca".
 
In tempi recenti si è tentato di condurre questa leggenda nella storia scoprendo una lapide proprio nel castello di Bari: poco importa se i Fioretti di San Francesco, al Cap. XXIV, attribuiscono lo stesso episodio non a Federico II ma al Sultano d’Egitto!
 
Sul versante della documentazione storica le Fonti francescane, solitamente affidabili e ben documentate, non recano alcuna memoria di incontri tra Federico II e Francesco d’Assisi. Esiste solo una generica tradizione che dimostra quanto sia sempre stato vivo il desiderio di vedere a confronto i due giganti del mondo medievale che avrebbero avuto tante cose da dirsi: ma che cosa si sarebbero detti? Lungi da noi la tentazione di creare nuove leggende fuori tempo e fuori luogo; ma visto che gli interessi ideali e le battaglie dei due personaggi avevano terreni se non proprio comuni almeno confinanti, è legittimo svolgere alcune considerazioni.
 
Riportiamoci al 1220, l’anno possibile di un improbabile incontro.
 
Francesco è appena rientrato da un viaggio in Oriente dove era stato accolto dal sultano d’Egitto Malik al-Kamil come un messaggero di pace per la liberazione dei luoghi santi. Federico II, rientrato in Italia dalla Germania, ha appena ricevuto a Roma la corona del Sacro Romano Impero e mette mano alla ricostruzione del Regno di Sicilia; ma su di lui pende l’obbligo di una nuova crociata, premessa per nuovi scontri etnici e religiosi che per indole e per educazione non può, non vuole provocare. In merito alla Crociata degli Scomunicati del 1229 conclusa senza spargimento di sangue, (cfr. precedente punto di questo sito) lo storico francese Julien Green nella sua accreditata biografia di San Francesco (Milano, Rizzoli, 1984) non esita ad ipotizzare che proprio "Malik al-Kamil restituì Gerusalemme a Federico II forse conquistato dalle idee del poverello".
 
Francesco sta lottando per affermare le proprie idee di povertà, spirito evangelico, predicazione itinerante; ma la Regola da lui voluta è osteggiata dalla ricca Curia romana e scarsamente condivisa dallo stesso pontefice. Federico II è cosciente di avviarsi verso lo scontro frontale con il Papato che intende ridurre alle sole prerogative spirituali, peraltro ben tutelate dal potere imperiale.
 
Francesco, 38enne, affaticato dalla penitenza e minato dai malanni, sta volando verso la santità coronata da lì a quattro anni dalle stimmate, il massimo segno divino. Accanto a lui prende potere frate Elia da Cortona che, fautore della separazione dei poteri temporale e spirituale, conta di fare da tramite fra due: morirà scomunicato. Federico II, 26enne, all’apice della potenza, inizia a concepire il sogno di un Impero laico universale, esteso dalla Sicilia alla Germania all’Oriente islamico. Sembra di vivere un momento magico, dove si progettano i grandi mutamenti della storia. Un incontro tra Federico II e San Francesco d’Assisi avrebbe potuto consentire di gettare le basi di un mondo più efficiente, più giusto, più santo; in ogni caso, un sincero resoconto dello storico colloquio ci consentirebbe oggi di conoscere meglio le vicende civili e religiose che sono alla base della società moderna.
Immagine di copertina San Francesco d'Assisi da un affresco del Cimabue.
Copyright © Carlo Fornari