Lucera

Una recente ricostruzione del palazzo federiciano di Lucera fatta su ispirazione dei disegni di C. A. Willemsen
Lucera 
 
A 18 chilometri da Foggia, verso il preappennino Dauno, si trova Lucera ove potremo visitare il castello Svevo - Angioino, la Cattedrale, la chiesa di San Francesco e l'anfiteatro romano (I secolo a.C.).
 
Uno splendido palazzo fu eretto dall’imperatore Svevo, probabilmente nel 1233, a Lucera su di un colle ove i Romani avevano costruito la loro acropoli in una posizione tale da assicurare una buona difesa. Il palazzo sorse sulle fondamenta di una diroccata Cattedrale romanica e dal punto di vista architettonico si presentava come un maestoso torrione con una base quadrangolare (ancora visibile), a tre piani, con la parte esterna al cortile e la parte interna del terzo piano dalla forma ottagonale (vedi disegno dell’elevazione del castello eseguito da Carl Arnold Willemsen 1902 - 1986): queste caratteristiche fanno intravedere analogie con quelle di Castel del Monte. I tre piani contenevano 32 vani che ospitavano la corte e gli appartamenti imperiali. Nei sotterranei erano site le camerate per le guarnigioni.
 
Una loggia ad archetti ciechi circondava il cortile a metà altezza, aperture romboidali e circolari si alternavano alle finestre a sesto acuto, una cisterna profonda 14 metri garantiva la riserva idrica, uno zoccolo quadrato, lungo 43 metri e doppio tre e mezzo, sopraelevava la galleria, nove feritoie per lato davano al palazzo l’aspetto di un bunker. 
Palazzo di Federico II (Lucera). Ricostruzione eseguita da C. A. Willemsen, parte esterna. L'apertura superiore di forma ottagonale richiama quella di Castel del Monte.
Palazzo di Federico II (Lucera). Ricostruzione eseguita da C. A. Willemsen, parte interna. Ben visibile la parte interna del terzo piano di forma ottagonale. I tre piani contenevano 32 vani che ospitavano la corte e gli appartamenti imperiali. Nei sotterranei erano site le camerate per le guarnigioni.
 
Poiché il palazzo originariamente non presentava accessi dall'esterno, vale a dire un portone d'ingresso a livello della strada, si pone il problema di come si potesse accedere all'interno. Si può ipotizzare che per accedere nel Palatium, si adoperasse un sistema di scale che erano calate dall'alto. Un'ipotesi più suggestiva potrebbe essere quella dell'utilizzazione di passaggi sotterranei, avvalorata dal ritrovamento, ad opera d'archeologi inglesi nel corso del secolo scorso, di condotti sotterranei lateralmente alla costruzione. Questa soluzione del tutto originale ci fa pensare che essa sia stata adottata per renderla meno agredibile dall'esterno: è quindi una conferma indiretta dell'importanza strategica di questo castello.
 
Era una sede molto fastosa, che ospitava una delle Zecche di Stato e parte del tesoro imperiale. Alcuni autori sostengono che una parte di questo palazzo fosse adibita a harem e ciò la dice lunga sulle abitudini del sovrano. Di esso rimane ben poco all’interno della fortezza che Carlo I d’Angiò fece erigere tra il 1269 ed il 1283.
 
 
foto di Raffaele Battista - castello svevo-angioino Lucera
Veduta aerea del Castello Svevo Angioino di Lucera. All'interno quello che resta del palazzo imperiale di Lucera a base quadrangolare.
Esternamente le mura di cinta con torri erette da Carlo I D'Angiò. - (per gentile concessione di Raffaele Battista) 
 
Fortezza Svevo-Angioina Lucera 1909
Fortezza Svevo-Angioina anno 1909
 
 
Ricostruzione immaginaria del Palatium federiciano all'interno della cinta muraria angioina (Dipinto di Costantino Postiglione).
 
In quel periodo un nutrito numero di Saraceni che si erano ribellati in Sicilia fu trasferito a Lucera. Divennero guerrieri affidabili e abili artigiani, ebbero la possibilità di conservare le loro usanze e la loro religione. Lucera in arabo divenne " Lugerash ", in essa fu edificata una vera e propria moschea e ciò irritò notevolmente il clero. I Saraceni, negli anni successivi alla morte di Federico II, furono sterminati e la moschea fu distrutta dagli Angioini, che nello stesso posto eresse una nuova Cattedrale dedicata a Santa Maria.
 
 
Due esempi di ceramica invetriata realizzata da maestranze saracene presenti a Lucera in epoca sveva.
Questi piatti sono custoditi, insieme ad altri, presso il museo civico Fiorelli di Lucera (foto di Alberto Gentile).
 
 
Lucera nel 1863 descritta da fra Agostino Mattielli
Veduta della città di Lucera con dedica al vescovo Mons. Domenico Morelli (da “Il Regno di Napoli in prospettiva…”, parte III, Napoli 1703)
Ben visibile nell'area del castello la domus federiciana con il torrione ottagonale ancora ben conservato.
 
 
 
Copyright © Alberto Gentile
 
Lucera (Deutsch)
von Alberto Gentile
In die Richtung des daunischen Subappenin 18 Kilometer von Foggia entfernt befindet sich Lucera, wo wir die Schwäbisch-Anjouische Burg, die Kathedrale, die Kirche des Heiligen Franziskus und das römisches Amphitheater.von I. Jhd. v. Ch. besuchen können.
Ein prächtiges Palast wurde in Jahre 1233 in Lucera, auf einer Hügel, wo die Römer ihre Akropolis in einer leicht zu verteidigenden Lage errichtet hatten, gebaut. Der Palast wurde auf die Grundmauer einer zerfallenen romanischen Kathedrale und erschienen wie ein mächtiger Turm mit noch heute erhaltenem quadratischem Fundament. Der Bau war dreistöckig mit der Hofseite und der Innenseite des dritten Stockes in achteckiger Gestaltung (s. Abbildung der Burg von C. A. Willemsen). Solche Eigenscheaften zeigen Änlichkeiten zu Castel del Monte. Auf drei Stockwerke verteilten sich 32 Räume für den Hof und die Kaiserwohnung. In der unterirdischen Räumlichkeiten war die Garnison untergebracht.
Eine Arkade mit blinden Bögen umsäumte auf halber Höhe den Hof; rautenförmige und runde Öffnungen wechselten sich mit Spitzbogenfenstern. Eine 14 Meter tiefe Cisterne sicherte die Wasserversorgung; ein viereckiger Sockel, 43 Meter lang und derieinhalb hoch erhöhte die Galerie, neun Schießscharten pro Seite ließen den Bau wie ein Bunker aussehen. Da der Palast ursprünglich keine Außenzugänge hatte, d. h. kein Eingangstor auf Straßeebene, stellt sich die Frage, wie man hineinkommen konnte.
 
Man kann annehmen, daß um ins palatium hineinzugelangen, ein Treppensystem verwendet wurde, die von oben gesenkt wurden. Eine viel reizvollere Möglichkeit wäre die, der Benutzung von unterirdischen Gängen, die durch in diesem Jahrhundert stattgefundene Funde unterirdischer Gänge neben dem Bau seitens englicher Archäologen unterstützt wird. Diese sehr originelle Lösung läßt uns denken, man hätte sie gewählt, um den Bau von außen ungreifbar zu machen, wodurch die Wichtigkeit dieser Burg indirekt bestätigt wird.
Palast von Friedrich II. in Lucera – Nachbau von C. A. Willemsen, Außenansicht. Die obere achteckige Öffnung erinnert an Castel del Monte.
Es handelte sich um einen prunkvollen Sitz, in dem die staatliche Münze und Teil des Kaiserschatzes aufbewahrt wurden. Einige Historiker sind der Meinung, daß ein Teil des Palastes als Harem diente, was uns uns manches über die Gewohnheiten dieses Herrschers verrät. Von der Burg bleiben wenige Ruinen erhalten, die sich innerhalb der Festung befinden, die Karl von Anjou zwischen 1269 und 1283 errichte ließ.
 
Palast von Friedrich II. in Lucera – Nachbau von C. A. Willemsen, Innenansicht. Die achteckige Wand des dritten Stockwerkes ist leicht zu erkennen. Auf drei Stockwerke verteilten sich 32 Räume in denen Hof und Kaiserwohnung sich befanden. Die unterirdiche Räumlichkeiten beherbergten die Garnison.
 
Zu dieser Zeit wurde eine größere Anzahl Sarazenen, die in Sizilien aufsässig geworden waren, nach Lucera ungesiedelt. Si wurden zuverlässige Krieger und tüchtige Handwerker, erhielten die Möglichkeit, die eigenen Sitten und die eigene Religion weiter zu pflegen. Lucera wurde auf Arabisch „Lugerash", und dort wurde eine echte Moschee gebaut, daran störte sich die Kirche gewaltig. Die Sarazenen wurden nach dem Tod von Friedrich II. ausgerottet und die Moschee wurde durch Karl von Anjou zerstört, der an gleicher Stelle eine neue Kathedrale, der Heiligen Maria gewidmet errichten ließ.
 
Luftaufnahme der Staufen- Anjouischer Burg in Lucera. Auf der Innenseite befinden noch Teile des viereckigen Kaiserspalastes von Lucera. Außen die Mauer mit den Türmen, die Karl I. von Anjou errichen ließ.
 
Copyright  © Alberto Gentile
Deutsch von Claudia Litti
 
 
Bibliografia:
 
  • Arthur Haseloff, Architettura Sveva nell'Italia Meridionale, Mario Adda Editore, Bari, 1992.
  • S. Mola, Itinerari Federiciani in Puglia, Mario Adda Editore, Bari, 1994.
  • J. M. Martin, Errico Cuozzo, Federico II Le tre capitali del regno Palermo – Foggia – Napoli, Procaccini Editore, Napoli, 1995.
  • Maria Stella Calò Mariani, Archeologia, storia e storia dell’arte medievale in Capitanata (Bari 1992), Bari 2001.
  • https://www.luceramemoriaecultura.it/la-visita-a-lucera-di-fra-agostino-...
  • Raffaele Licinio, Lucera, in Enciclopedia Federiciana, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani.